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Cos'è il microcredito. I Numeri
Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette alla persona in situazione di povertà di accedere a quei servizi finanziari che, normalmente, le sarebbero negati.

Ma forse, il modo più facile per spiegare di cosa si tratta, è usare le parole di Muhammad Yunus, il Neo Premio Nobel per la Pace che per primo si è occupata di microfinanziamenti ai poveri: "Il microcredito permette ai poveri e agli scalzi di accedere a una opportunità che di solito è esclusivo appannaggio dei ricchi.

Accade così che quegli aspetti della società che sembravano rigidi, fissi e inamovibili comincino a diventare più fluidi, e attraverso lo sviluppo economico le persone si affranchino da tutto un insieme di ingiunzioni e regole”. Yunus è fondatore di una banca “speciale”, la Grameen Bank, che dal 1976 concede prestiti e supporto organizzativo ai contadini poveri del Bangladesh. E che oggi conta milioni di beneficiari.

L’obiettivo che il microcredito si pone è quindi quello di spezzare il drammatico circolo vizioso della povertà: chi non è in grado di offrire garanzie economiche adeguate, non accede al credito, e non può avviare attività che gli permettano di uscire dall’indigenza.

Dicembre dello scorso anno. Si è appena concluso l’anno internazionale del microcredito quando la Campagna del Vertice sul Microcredito, un progetto dell’ ONU che promuove la microfinanza nel mondo, diffonde il suo ultimo rapporto: sono 92 milioni, secondo i dati raccolti da circa 3000 istituzioni di microfinanza, le persone che, alla fine del 2004, sono state raggiunte da progetti di microcredito nel mondo; di questi si calcola che siano 66, 6 milioni le famiglie dei più indigenti, quelle che vivono con meno di un dollaro al giorno.

Erano solo 7,6 milioni nel ‘97, quando la campagna fu lanciata. Facendo un rapido calcolo, ipotizzando una media di 5 membri per famiglia, sono circa 333 milioni i poverissimi che hanno complessivamente tratto beneficio da programmi di microcredito.

Una popolazione pari a quelle di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Olanda, Svizzera, Spagna e Norvegia messi insieme. Ma l'obiettivo della Campagna sul Microcredito È ancora più ambizioso: raggiungere 175 milioni di famiglie tra le più povere del mondo entro la fine del 2015.

Venendo al contesto italiano, poi, non mancano motivi di soddisfazione: nell’Anno Internazionale del Microcredito le associazioni italiane hanno dato un contributo di circa 17 milioni di euro alla crescita della microfinanza nell’Est e nel Sud del mondo. Verrebbe voglia di essere ottimisti.

Ma se è vero che nel mondo il microcredito cresce a tassi del 36%, la voragine che separa domanda e offerta di microfinanziamenti, soprattutto nel sud del mondo, resta un dato di fatto. E pensare che i progetti finora realizzati hanno dato risultati molto apprezzabili sia in termini di lotta contro la povertà che sotto il profilo prettamente bancario: il livello medio dei tassi di restituzione dei prestiti, pari al 98%, è la prova lampante che, come ha sempre sostenuto Yunus, “i poveri sono affidabili”; che è possibile fare attività bancaria anche a soggetti non “bancabili” in senso stretto, privi, cioè, di un “pacchetto”di garanzie che il mercato possa ritenere sufficienti per la concessione di un prestito.


COPERTINA MICROCREDITO

Muhammad Yunus, Premio Nobel per la Pace 2006, fondatore di Grameen Bank

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