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Come fare microcredito guadagnandoci |
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Ma attenzione, non si deve perdere di vista un punto cruciale: chi eroga Microcredito non agisce in qualità di benefattore, perché ogni programma deve avere un carattere di sostenibilità economica.
Sia chiaro: nessuno vuole mettere in discussione le motivazioni prettamente “sociali”degli istituti eroganti. Detto questo, un fatto è certo: la banca non ci deve perdere.
Ma fino a che punto il microcredito può rappresentare un’attività profittevole per le banche? “grazie anche alla partnership con le amministrazioni locali, che spesso mettono a disposizione un fondo di garanzia, gli istituti riescono a trarre profitti da attività di questo tipo”, assicura Marsilio, dell’Univesità Bocconi di Milano.
“La parte operativa - finanziaria è una normalissima attività di impiego fondi per le imprese, a cui vengono applicati i tassi di mercato; per noi sono imprese come tutte le altre” conferma il direttore commerciale di Banca di Bologna. È vero che l’istituto, per altre vie, sostiene l’associazione Micro.bo con dei contributi.
Ma i due aspetti devono essere mantenuti completamente separati, perché il sostegno che la banca dà al progetto non ha nulla a che vedere con la parte operativa. È proprio questo il punto. “L’inclusione finanziaria delle persone più deboli non si fa con spirito assistenzialista”, ribadisce un portavoce di Sanpaolo Imi, “ma fornendo un’opportunità reale di inserimento nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria”.
La banca, in poche parole, utilizza altri canali per fare beneficenza. E forse, l’aspetto più straordinario del microcredito, è in questa idea: si può aiutare una persona in difficoltà inserendola in un progetto che, al tempo stesso, permette a chi concede il prestito di trarre un profitto.
Anche le associazioni, siano Spa o enti no profit, hanno tutto l’interesse a recuperare il credito erogato. Perché è proprio dalla conservazione del capitale che dipende la possibilità di concedere ulteriori prestiti. Roberto Innocenti, di Microcredito di Solidarietà Spa, lo dice molto chiaramente: “Il nostro obiettivo non è tanto realizzare un utile alla fine dell’anno, quanto, piuttosto, quello di mantenere il capitale per poter allargare le opportunità di finanziamento”.
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Marta Marsilio, docente di economia presso l’università Bocconi
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