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Ha stanziato 5 miliardi di euro per i mutui alle famiglie. Ha reso gratuita l’assicurazione incendio per tutti i nuovi clienti. E ha scontato del 20% la polizza per la famiglia. Intesa Sanpaolo si ripresenta nel mercato mutui con il botto. Un nuovo inizio per il mercato? Cosa accadrà in futuro? La crisi si sta avviando alla conclusione? Non proprio. Luciano Ambrosone, Responsabile Prodotti di Impiego della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, spiega perché è meglio, ancora, essere cauti
Germogli di mutuo. Intesa Sanpaolo li coltiva con 5 miliardi di euro
Rifioriscono i mutui? Finalmente, verrebbe da dire. E sembrano anche essere buone offerte. La novità principale la annuncia Intesa Sanpaolo, il numero uno del mercato, con una quota di settore superiore al 16%. Che ha appena stanziato un plafond di 5 miliardi di euro proprio per la concessione dei finanziamenti per la casa. Il doppio esatto di quanto, a marzo 2012, aveva già messo a disposizione Cariparma del Gruppo Crédit Agricole sempre per le famiglie.
In più, sempre sui mutui, Intesa Sanpaolo avvia anche una promozione a tempo determinato. “Dal 30 aprile al 30 giugno 2012 offriamo una polizza incendio omaggio, valida per tutta la durata del mutuo, a tutti i nuovi sottoscrittori”, spiega Luciano Ambrosone, Responsabile Prodotti di Impiego della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, “per un risparmio medio di 590 euro per famiglia. Mentre, per la polizza Abitazione e Famiglia (facoltativa) è previsto uno sconto ulteriore del 20%”.
BNL Gruppo BNP Paribas ha presentato, a inizio maggio, il nuovo Mutuo BNL Bundle. Non un prodotto a tutti gli effetti, in verità, ma una nuova modalità di pricing che lega il tasso di interesse al possesso di prodotti, meglio se di investimento, sempre della banca. In pratica, maggiori sono i risparmi e minore sarà il tasso sul mutuo.
Anche Banco Popolare punta sui tassi scontati, applicati a Mutuo Last Minute. Ma solo per i sottoscrittori che richiedono il finanziamento per la casa entro il 30 maggio 2012 e lo stipulano entro il 30 giugno 2012. Così, per il primo anno il tasso resta fisso al 4,75%, mentre dal secondo in avanti sale al 5,25%.
Le banche stanno riaprendo i rubinetti del credito? La crisi che ha influenzato domanda e offerta nel settore mutui si sta avviando alla conclusione? Ci sono buone speranze per il futuro? In realtà non è proprio così. “Nel 2011 le erogazioni hanno registrato un calo dell’11,8%, secondo i dati diffusi da Bankitalia, scendendo sotto la soglia dei 50 miliardi di euro (49,2). Nel 2010 furono 55,8 miliardi, 51 nel 2009 e 57 nel 2008. E nei primi mesi del 2012 la riduzione è stata ancora più significativa”, commenta Ambrosone, “la domanda da parte delle famiglie italiane è scesa del 20% e nei primi due mesi del 2012 del 46%. Il fatto è che è venuto meno il mondo delle surroghe. Gli spread sono aumentati di molto e la surroga non rappresenta più una soluzione conveniente. Basti pensare che nel 2011 un mutuo su cinque veniva sottoscritto tramite surroga, più del 20%. Nel 2012, invece, questo mercato è praticamente crollato. Inoltre anche i mutui intermediati da reti terzi si sono ridotti”.
Ma non è solo la domanda a venire meno. “In effetti, l’offerta si è adeguata”, continua Ambrosone, “anche perché i criteri utilizzati per la concessione del finanziamento sono diventati più selettivi. Anche se, a mio avviso, sono quelli giusti, che dovevano esistere da tempo. Noi ad esempio non abbiamo bloccato le erogazioni proprio perché questi criteri selettivi li abbiamo sempre applicati”.
E i tassi? In futuro che cosa succederà? “Quello che doveva avvenire è accaduto, non credo ci saranno ulteriori rimodulazioni di offerta”, svela Ambrosone, “si assisterà, a mio avviso, ad un ritorno al passato: sparirà quella formula aggressiva basata sui tassi civetta, mentre i criteri di selezione verranno applicati in modo rigido. Ritornerà ad esserci una sana competizione. Per quanto riguarda i tassi, credo che le condizioni di mercato applicate negli ultimi 4, 5 anni, con spread dello 0,80%, non siano più realizzabili. Quei tempi sono finiti”.
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