SOMMARIO
Parte un nuovo progetto di microcredito realizzato dalla Fondazione Calabria Etica in collaborazione con Caritas e Banca Popolare Etica. Erogherà crediti per un importo complessivo di 200.000 euro.
La Calabria fa credito a giovani e famiglie. Senza garanzie
Sono Alessandra e Giordano, due fidanzati della provincia di Reggio Calabria, i primi beneficiari del progetto di microcredito appena avviato dalla Fondazione Calabria Etica - l’ente creato dalla Regione per svolgere iniziative di solidarietà sociale – in collaborazione con Banca Popolare Etica e le Caritas delle Diocesi di Catanzaro, Crotone, Lamezia Terme, Reggio Calabria e Rossano.
Hanno chiesto e ottenuto un finanziamento di 12.000 euro, finalizzato ad avviare un’attività di lavorazione della ceramica, e si impegnano a restituire la somma in 5 anni ad un tasso del 5,89%. “In un altro caso, invece, si è rivolta a noi una famiglia in difficoltà, che aveva necessità di eseguire con urgenza interventi di manutenzione straordinaria nella propria abitazione, ma non disponeva della liquidità necessaria” racconta all’Ofe-Osservatorio finanza etica Luigi Bulotta, presidente della Fondazione: “Grazie ad un prestito di alcune migliaia di euro, la famiglia ha potuto superare il momento di temporanea difficoltà finanziaria, ritrovando la serenità”. Ma c’è anche chi ha chiesto un microcredito per finanziare l’acquisto di una protesi dentaria o per esigenze di inserimento abitativo (pagamento di bollette e affitto).
Le condizioni sociali della Regione Calabria sono tra le più critiche in Italia, in relazione sia alle condizioni di vita e all’incidenza della povertà, che alle dotazioni di servizi alle persone e alle imprese. Come riporta il comunicato di lancio del progetto A.MI.CA – Azione Microcredito Calabria - più di un quarto delle famiglie calabresi (27,1%) risulta sotto la soglia di povertà, rispetto al 26,7% della media del Mezzogiorno ed al 13,2% nazionale. Ma dove c’è povertà, c’è anche esclusione finanziaria, e d’altra parte, proprio nelle Regioni del Sud, dove si avverte con più urgenza la necessità di interventi a sostegno dell’accesso al credito, sono poche le iniziative di microcredito strutturate.
“In questo contesto, con il progetto A.MI.CA, si concretizza anche il desiderio di superare la logica assistenzialistica che in passato ha contraddistinto molti interventi, proponendo, invece, un modello di sviluppo fondato sul concetto di responsabilità”, osserva Bulotta. “Per il momento siamo partiti con la fase sperimentale ed un fondo di garanzia di 100.000 euro, istituito dalla Fondazione Calabria Etica, il quale, grazie all’accordo con Banca popolare Etica, permetterà di erogare microcrediti per un importo complessivo di 200.000 euro”.
L'iniziativa si articola in due progetti distinti, rivolti rispettivamente a famiglie in difficoltà che necessitano di un sostegno economico per superare momentanee situazioni di disagio, e giovani under 35 che intendono avviare o consolidare piccole attività imprenditoriali. Nel primo caso, l’importo finanziabile non supera i 5.0000 euro, restituibili in 36 mesi ad un tasso del 5,89%, ma se il beneficiario è rappresentato da ditte individuali, cooperative sociali o enti no profit che operano nel sociale, il microcredito può arrivare a 15.000 euro (rimborsabili in 84 mesi alle stesse condizioni di tasso) .
“Per accedere al microcredito”, precisa Bulotta, “non sono richieste garanzie di alcun tipo, ferma restando la presenza di un reddito dimostrabile sufficiente a garantire il rimborso del prestito”. Potranno rivolgersi ad A.MI.CA anche i cosiddetti lavoratori atipici, quelli con contratto di tempo determinato, “purché”, puntualizza il presidente della Fondazione, “la durata del prestito non superi quella del contratto in essere”. Per contro, sono esclusi dall'accesso al microcredito tutti coloro che presentano protesti o atti pregiudizievoli a proprio carico o che debbano restituire altre somme di denaro a soggetti privati, finanziarie, istituti bancari.
Dalla pubblicazione del bando, avvenuta all’inizio di maggio, ad oggi, sono pervenute 40 richieste di finanziamento. “Banca Etica ci ha appena comunicato che tre delle 10 richieste accolte sono già state finanziate”. Lo strumento operativo del progetto è rappresentato dalle Caritas, che operano nei rispettivi territori raccogliendo e selezionando le richieste di finanziamento e assistendo i potenziali beneficiari nella presentazione della documentazione per l'accesso al credito. Ma la decisione ultima relativa all’eventuale accoglimento delle richieste spetta ad un Comitato Tecnico di valutazione composto da referenti della Fondazione, di Banca Etica e delle Caritas Diocesane coinvolte nel progetto.
“Una volta conclusa la fase sperimentale, che durerà un anno, sarà possibile calibrare meglio l’iniziativa in funzione delle specifiche esigenze emerse. Nel contempo”, conclude Bulotta, “metteremo a disposizione un fondo di garanzia molto più consistente, che ci permetterà di soddisfare un numero maggiore di richieste”.

