SOMMARIO
Mentre sul web proliferano conti a costo zero ma con rendimenti nulli, le banche online “pure”, nate e cresciute online convengono di più. Perché affiancano a conti correnti a zero spese (o quasi) remunerazioni attive interessanti. Ma attenzione anche alle banche tradizionali che entrano nel mondo di Internet con offerte da capogiro.
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Sono state le prime a puntare tutto sull’online e lo hanno fatto creando un’offerta di prodotti ad hoc apposta per l’web, acquistabili con un semplice clic e gestibili comodamente da casa propria. E il più delle volte si tratta di istituti di credito virtuali veri e propri, senza una rete fisica e territoriale di sportelli e filiali.
Le banche online cosiddette “pure” rientrano nel campione analizzato da Of-Osservatorio Finanziario in occasione del VII rapporto Conti Correnti Online dal titolo “Come far girare la macchina dei soldi”, e rappresentano il 17,5% del totale. Tra queste spiccano, ad esempio, la storica WeBank, al suo decimo anno di attività, IwBank, FinecoBank, la banca online del Gruppo Unicredit, Websella.it, di Banca Sella e la olandese Ing Direct a cui si aggiungono, nel 2008, anche nuove realtà come CheBanca! , del Gruppo Mediobanca, e BancoPosta Click, di Poste Italiane.
La caratteristica che le distingue è che nascono e crescono interamente sul web. “Tutta l’operatività, infatti, è gestibile tramite internet”, chiarisce Luca Ferrarese, Responsabile Websella.it, la banca solo-online del Gruppo Banca Sella, che spiega, “la clientela a cui ci rivolgiamo è costituita da un pubblico evoluto, che privilegia la chat o l’assistente virtuale al contatto diretto in filiale”.
Ed è per questo che il conto corrente online “puro” è a zero spese (o quasi): perché bonifici, ricariche telefoniche, pagamento di bollette e utenze, giroconti, trasferimento fondi, trading vengono disposti direttamente dal pc di casa, con un semplice clic. Il Rapporto di Of calcola una media pari a 0,99 euro al mese necessari a gestire il conto tutto online. Spese che si approssimano allo 0 se i titolari di Conto Fineco provvedono ad accreditare direttamente sul conto, stipendi o pensioni, azzerando così il canone mensile altrimenti fissato a quota 5,95 euro al mese. Solo CheBanca! mantiene una commissione fissa mensile pari a 1 euro.
E c’è di più. I bonifici eseguiti tramite la sezione di home banking sono gratuiti (tranne per Webank che mantiene una commissione di 0,50 euro), così come l’effettuazione di ricariche telefoniche e la consultazione del proprio estratto conto. Inoltre tutti i conti “puri” azzerano anche le commissioni necessarie al prelievo di denaro contante da ATM non appartenenti al gruppo. Solo Bancoposta Click di Poste Italiane continua a far pagare 1,75 euro a operazione.
Ma i costi lievitano se si va in filiale. “Lo scopo è disincentivare l’utilizzo della succursale”, confessa Ferrarese (Websella.it), “perché il nostro obiettivo è quello di creare un target di utenti in grado di fare tutto direttamente online”. Ecco perché i clienti Websella.it si troveranno una maggiorazione di 5 euro per ogni operazione disposta presso lo sportello di una filiale Banca Sella, il più alto registrato dal Rapporto di Of edizione 2009, mentre i clienti Fineco e Bancoposta dovranno sborsare, rispettivamente, 2,95 e 3 euro.
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Anche richiedere l’estratto conto formato cartaceo diventa più oneroso per i clienti solo-online che possono sempre consultare l’esito delle loro operazioni e la lista aggiornata dei movimenti disposti gratuitamente dalla sezione di Home Banking. Bancoposta Click, infatti, permette l’invio di un estratto conto cartaceo, su richiesta, al costo di 2 euro, che scendono a 1,95 euro per i clienti Fineco e a 1,70 euro per i titolari di Websella.it.
Ma se il conto online diventa più economico, con canoni annuali che si azzerano, o perlomeno, si riducono, la stessa cosa non avviene alle remunerazioni attive delle giacenze. “La banca virtuale non deve sostenere spese per mantenere una rete di filiali con relativo personale”, svela Frederich Defechereux, Responsabile Prodotti e Pricing di Webank , “ecco perché può ragionevolmente permettersi tassi attivi molto più elevati dei conti online delle banche tradizionali”. Ed è quanto emerge anche dal VII Rapporto Conti Correnti Online edizione 2009 che nota infatti una crescita delle remunerazioni offerte dalle banche solo-online rispetto a quelle tradizionali legate al territorio pari a +67,58%. Mentre la media dei rendimenti attivi si assesta a quota 1,82%. Ma tale crescita aumenta fino a quota +80,39% se si considerano anche i tassi creditori previsti per Conto Corrente Arancio e CheConto!, rispettivamente di Ing Direct e di CheBanca!. Perché nonostante per i conti correnti in questione siano previste remunerazioni pari a 0, tuttavia entrambi sono gratuitamente agganciabili ad un conto di deposito con rendimenti “over the top”, tra i più alti offerti sul mercato.
“I conti più convenienti sono certamente quelli online, fai-da-te”, afferma Fabio Picciolini, Segretario Nazionale Adiconsum, “perché sanno sfruttare bene le promozioni puntando su tassi molto più alti della media di mercato”. “Ma si tratta pur sempre di promozioni”, ammonisce Marco Siracusano, Responsabile del Segmento Famiglie, Direzione Marketing Privati di Intesa SanPaolo che continua, “peraltro spesso sono di breve periodo”.
“Noi puntiamo su un 4,50% lordo, ma si tratta di un tasso in promozione per 6 mesi e riservato solo ai nuovi clienti”, conferma Ferrarese (Websella.it) che svela, “con questa promozione vogliamo attrarre nuovi clienti verso la banca, e poi costruiamo con loro un rapporto di medio-lungo termine sfruttando la convergenza di altri prodotti”.
E in effetti i tassi attivi applicati dagli istituti creditizi virtuali, dalle percentuali così allettanti, sono per lo più promozioni a breve termine, riservate ai nuovi clienti per un determinato periodo di tempo non superiore, in genere, a 6-12 mesi.
Come WeBank, attualmente l’offerta più succosa del mercato, che offre il 5% ai nuovi clienti per i primi 6 mesi. Stessa strategia seguita da Websella.it che fissa però il tasso attivo lordo a quota 4,50%. Mentre IwBank, con l’1,50% (prossimo a ridursi di ulteriori 0,25 punti percentuali dopo l’ultimo intervento della Banca Centrale Europea) e Fineco con l’1,25% attuale, ridotto di 0,50 punti percentuali a partire dallo scorso 11 marzo, mantengono fissi i rendimenti legati ai rispettivi conti correnti. Infine BancoPosta Click a partire dallo scorso 2 aprile aumenta la remunerazione delle giacenze in conto, passando dal tondo 0% al più interessante +2% lordo.
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Ma se da sempre le banche online “pure” sono state maggiormente competitive soprattutto sul canale online, oggi devono fare i conti con nuovi prodotti di banche tradizionali, studiati a misura di web, che iniziano a colonizzare la rete con offerte mirate dalle caratteristiche molto interessanti. Per fare concorrenza alle banche “pure”, ma anche per attirare clienti, in tempi di crisi di liquidità, attraverso rendimenti allettanti. Ma solo in promozione.
È il caso, su tutti, di Barclays Bank, che lancia ben due nuovi prodotti ad alta remunerazione: Conto Opportunità e Conto Barclays Now. Il primo con remunerazione lorda delle giacenze al 6%, in promozione per i primi 12 mesi e per giacenze non superiori a 10.000 euro. Il secondo con un rendimento pari al 4,25% applicato, per un anno, a giacenze di entità inferiore a 20.000 euro. Entrambi richiedibili direttamente online al costo mensile rispettivamente di 11 e 9 euro. Anche Mediolanum lancia un conto con rendimento over the top, Freedom, il nuovo conto con remunerazione al 3% netto, applicato fino al 30 giugno 2009, ma solo su giacenze superiori a 12.000 euro. Banca Popolare di Vicenza arriva ad offrire ai nuovi clienti il 3% lordo con SemprePiù Rendimento, che resta in promozione per i primi sei mesi se la giacenza in conto non supera i 50.000 euro.
Banca CR Asti fa l’offerta più lunga del mercato: il tasso attivo al 4,50% lordo resta valido fino al 31 gennaio 2010 ed è riservato ai nuovi clienti, a patto che la soglia minima sul conto sia superiore a quota 50.000 euro. E per mantenere attivo il conto corrente servono ben 15,49 euro al trimestre.
Banca SAI con Easy 2 arriva alla soglia del 2,25% lordo, non in promozione, se la giacenza media è compresa tra 5.000 e 30.000 euro, mentre Banca Popolare di Verona con Specchio TuttoTasso, il conto da 6,50 euro mese, si ferma all’1,50%, per depositi superiori a 10.000 euro.
Sedici Banca, la banca appartenente al Gruppo Delta, cioè alla holding costituita nel 2002 da Cassa di Risparmio di San Marino, offre, sempre in promozione, un tasso attivo al 4% fino a fine 2009, mentre a regime il tasso si ri-allinea al Bce. In più il conto è completamente a zero spese. Infine, novità dell’ultima ora, anche Hypo Alpe Adria, dal 9 aprile, offre in promozione un tasso creditore al 4,25% a tutti i nuovi correntisti di Hypo Super Conto. Il tasso, che resta valido solo per i primi sei mesi, e a patto che la giacenza in conto sia compresa tra i 10mila e i 250mila euro, al termine della promozione si ri-allinea al saggio di sconto stabilito dalla Bce. Inoltre il conto corrente è completamente a zero spese e, se mantenuto attivo, anche l’imposta di bollo annuale viene presa in carico dalla banca.

