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SOMMARIO

Sorpresa: al cliente piace la multicanalità. Nuove opportunità per il risparmio gestito. Fondi etici questi sconosciuti. Mutui sotto il tetto del 4%. Consumi al palo. Borsa di studio sul microcredito. Poveri i contenuti sui cellulari. Nuovo Direttore Generale per Banca popolare FriulAdria (Crédit Agricole).

BOLLETTINO OF N. 35

SORPRESA: AL CLIENTE PIACE LA BANCA MULTICANALE
Cos'è la multicanalità? E' una brutta parola che sta a indicare una serie di servizi bancari e finanziari su canali diversi: non solo filiale, chiosco o bancomat, che dir si voglia, e-banking sul web, ma anche mobile banking sul cellulare soprattutto su iPhone e smartphone. Secondo una recente indagine dal titolo "La multicanalita' nelle banche retail europee: strategie e innovazioni", i clienti italiani scelgono la propria banca di fiducia anche in base al suo grado di innovazione tecnologica e alla capacita' di offrire i servizi su piu' canali diversi: Internet, mobile, bancomat. Non è certo una novità, dato che Internet è diventato il primo canale bancario soprattutto per i micro imprenditori, i professionisti e i giovani tra i 18 e i 40 anni, ma anche tra gli over 60 già dal 2006 (Leggi V Rapporto Home Banking a cura di OF). Ciò che indica questa indagine non è tra l'altro il pensiero dei clienti, ma quello dei senior manager bancari intervistati che si sono accorti, forse loro malgrado, che i clienti diventano sempre più esigenti e vogliono avere tutto e al livello più elevato di efficienza: belle filiali, bei siti, ottimi servizi mobile e anche chioschi multimediali dove potere versare contante, assegni, effettuare bonfici e ricariche. L'utenza bancaria, insomma, si evolve, e le banche si muovono di conseguenza, investendo in tecnologia (circa 6,7 mld nel 2008 nel mercato italiano, +3,7% rispetto all'anno precedente) e sviluppando i canali diretti meno tradizionali. Cosa accadrà nel prossimo futuro? Nei prossimi tre anni gli utenti useranno sempre piu', e non solo per le operazioni di base, il canale Internet e l'home banking (il 94% degli intervistati suggerisce un forte aumento del canale; 6% aumento contenuto), gli sportelli bancomat (28% aumento elevato; 56% aumento contenuto) e i dispositivi mobili e gli smartphone di ultima generazione (39% aumento elevato; 44% aumento). Ma il 61% degli intervistati ha ammesso anche l'importanza di avere una filiale sotto casa o nelle vicinanze.

Nuove opportunità per il risparmio gestito
Le banche stanno tentando di far tornare i clienti alla gestione del risparmio. In che modo e con quali reali opportunità? Il cliente "al dettaglio", cioè la maggior parte dei clienti privati, secondo la categorizzazione della direttiva MIFID, quali garanzie ha oggi nel caso di investimenti a rischio, spacciati per sicuri, com'è accaduto nel passato con i casi Cirio, Parmalat e Lehman Brothers, solo per citare i più noti? “L’aggravarsi della crisi economica internazionale e il recepimento della direttiva MiFID - ha sottolineato Gregorio De Felice, Presidente AIAF, Associazione Italiana Analisti Finanziari, che rappresenta nell’ambito della comunità finanziaria italiana oltre 1.000 analisti finanziari, presentando a Milano il Quaderno AIAF n° 142 dedicato al business delle famiglie (“Family office per family business”) - hanno portato in primo piano l’importanza della consulenza finanziaria indipendente come fattore che potrebbe risolvere alcune delle criticità esistenti nell’industria italiana del risparmio gestito”. La direttiva MiFID, infatti, ha sottoposto a una specifica autorizzazione l’attività di consulenza in materia di investimenti. In tale contesto assume ancora maggiore importanza la gestione dei patrimoni retail e private e diventa cruciale la qualità del servizio offerto dal consulente finanziario e dal family office. “Ma la consulenza tanto più è qualificata, indipendente ed efficace, quanto più va pagata - ha subito puntualizzato da parte sua, Vittorio De Pedys, Affiliate Professor of Banking & Finance presso la Business School International ESCP!EAP e autore del Quaderno AIAF. La costante attenzione alla qualità e all’eccellenza - continua De Pedys -, unita alla grande flessibilità e a una profonda autonomia gestionale costituiscono i cardini di una moderna struttura di family office. Le commissioni percepite devono essere esplicitate, in modo che il cliente possa avere evidente quanto gli costi e che cosa gli generi in termini di valore aggiunto il servizio di consulenza”.

In Italia i family office stanno operando ormai da qualche anno, ma è facile prevedere una progressiva e continua crescita di attenzione oltre a un ampliamento e a un miglioramento della gamma di servizi offerti anche sotto la spinta dell’importazione di best practice dai Paesi anglosassoni, dove le strutture di family office sono diffuse da anni.

Fondi etici questi sconosciuti
Il 35% dei potenziali acquirenti dichiara di conoscere i fondi etici (Leggi qui), ma solo il 7% sa fornire spontaneamente una definizione corretta. Il 28% ricorda di averne sentito parlare ma solo dopo averne ascoltato una breve descrizione. Il 25% degli intervistati si dichiara molto interessato a questa forma di investimento. Sono i dati che emergono da una ricerca condotta su un campione di 400 clienti BPM possessori e non possessori di Fondi di Investimento Etici. Il mercato della finanza etica in Italia ha un enorme potenziale di crescita, tanto più in questo momento di crisi del risparmio gestito. Una crisi che diventa occasione di rilancio per gli investimenti etici che si stanno dimostrando capaci di innovare la finanza, di sostenere un'economia competitiva e di riconquistare la fiducia dei risparmiatori. Non a caso, la ricerca ha messo in luce livelli di soddisfazione molto alti tra i clienti che hanno aderito ai fondi etici. I titolari di Fondi Etici per il 51% li hanno conosciuti in banca, il 16% tramite i quotidiani. Dopo questo primo contatto il 66% dei possessori è andato in banca a cercare maggiori informazioni, mentre il 16% le ha reperite su Internet. Tra i possessori il 67% ha scelto i fondi etici per aspetti di tipo culturale e valoriale, il 15% perché ha previsto un buon rendimento, il 10% perché sono investimenti più prudenti. Tra i possessori il 55% dà un giudizio molto buono sulla chiarezza ed esaustività delle informazioni ricevute, un altro 30% dà un giudizio comunque soddisfacente (tra 6 e 7 su un massimo di dieci). “Tra i risparmiatori italiani c’è voglia di etica. E’ un dato registrato dagli addetti ai lavori e confermato da studi recenti – ha spiegato Alessandra Viscovi, Direttore Generale di Etica Sgr - Nonostante la pesantissima crisi finanziaria ed economica che ha colpito con particolare durezza il settore del risparmio gestito, il 2008 ha portato grandi soddisfazioni per Etica Sgr che ha chiuso l’anno con un +25% di utile netto rispetto al 2007 (125.000 euro). Da inizio 2009, inoltre, la raccolta è cresciuta di oltre 36 milioni di euro e i fondi Azionario e Bilanciato sono ai primi posti, in termini di performance, delle classifiche delle rispettive categorie di appartenenza. In particolare, il fondo Azionario Internazionale, in questi primi mesi del 2009, ha battuto il benchmark di circa 8 punti percentuali. Questo dimostra che, nonostante la limitata composizione numerica dell’Universo Investibile dei nostri fondi, l’attenzione e la grande capacità del gestore Bipiemme Gestioni Sgr hanno dato ottimi risultati. Fugato il sospetto infondato che investire in fondi etici significhi rinunciare a un rendimento, questi strumenti possono finalmente ambire a un ruolo da protagonisti per innovare l’economia, salvaguardare l’ambiente e i diritti di tutti, riconquistare la fiducia dei risparmiatori. E proprio in Italia dove il settore – pur se in costante crescita - è ancora poco sviluppato rispetto al resto d’Europa ci sono i più ampi margini per far crescere la finanza etica”.

Etica sgr è l'unica società di gestione del risparmio italiana che offre esclusivamente fondi di investimento i cui titoli abbiano superato un severo vaglio di eticità in termini di responsabilità sociale e ambientale.

Mutui sotto il tetto del 4%
I tassi medi sui nuovi mutui sono scesi a maggio al 3,81% dal 4,06% di aprile, mentre il tasso medio applicato sulle nuove operazioni alle imprese è sceso al 4,47%. Si riduce anche lo spread applicato dalle banche, con il mark down del tasso medio sui depositi sceso a 95 punti percentuali e il mark up sugli impieghi a 2,52 punti. Sempre a maggio, la raccolta bancaria ha segnato il passo. Secondo i dati pubblicati dall'ABI, la raccolta è ammontata a 1.892,5 mld di euro, in crescita del 10,3 tendenziale, dopo l'11% registrato ad aprile ed il 12,2% del maggio 2008. Nel dettaglio, si legge in un comunicato, i depositi da clientela si sono attestati a 1.098,5 miliardi di euro con un incremento tendenziale del 5,6% (+5% ad aprile), mentre le obbligazioni bancarie sono salite a 764 miliardi di euro con una crescita del 17,5% (+20,1% ad aprile 2009). Frenano anche i prestiti al settore privato, che mostrano una crescita del 2,3% rispetto al 2,5% di aprile, mentre i prestiti alle famiglie rallentano la crescita al 2,9%.

Consumi al palo in Italia
Nel primo trimestre 2009, i consumi privati sono bruscamente calati. Alla luce di tale dato, il Servizio Research della Banca Monte dei Paschi di Siena rivede al ribasso la crescita del Pil al -4,9% a/a. Forte la flessione delle esportazioni. Tra i settori più penalizzati i macchinari ed i mezzi di trasporto. I dati macroeconomici mondiali delle ultime settimane hanno confermato una caduta del Pil dell’Area Euro nel primo trimestre 2009 più marcata rispetto a quanto verificatosi negli Usa. Nei grandi paesi industriali, come Usa e Cina, si registra una riduzione delle ore medie lavorate ed una contrazione delle esportazioni con conseguente riduzione del commercio mondiale (-25% in termini reali). La quota di PMI sul totale delle imprese italiane è di oltre il 90%, rispetto al 72 del Giappone ed il 75% degli Usa. In Europa solo la Rep. Ceca e la Grecia hanno un incidenza di PMI sul totale più elevata dell’Italia. Il 42% delle imprese italiane hanno una quota di equity inferiore al 10%. I dati del primo trimestre 2009 segnalano che la crescita del credito bancario, pur se in diminuzione, rimane positiva: +4,6% a/a gli impieghi ai settori produttivi a marzo 2009 che si confronta con un calo del 2,7% t/t, nel primo trimestre del Pil nominale, che rappresenta, come noto, un punto di riferimento significativo per valutare il sostegno del credito bancario al sistema produttivo. Per quanto riguarda il costo del credito si segnala che i tassi per nuovi prestiti erogati dalle banche alle imprese hanno registrato un calo, fra luglio 2008 ed aprile 2009, sostanzialmente in linea con quello del tasso di finanziamento della Bce: -285 p.b. contro il calo di 300 p.b. del tasso Bce.

Borsa di studio su microcredito
Contribuire ad affermare e consolidare l'intervento proattivo dell'industria bancaria sul tema del microcredito. È quanto si propone la borsa di studio "Microcredito Italia", il cui bando è da domani disponibile sul sito www.abi.it. Pari a 4.000 euro, la borsa di studio è destinata a giovani ricercatori in materie economico-finanziarie. L'iniziativa sarà presentata domani a Roma, nell'ambito di "Credito alle famiglie 2009", il convegno che vedrà due giorni di incontri, dibatti, tavole rotonde presso la sede dell'ABI. Martedì 23 ai lavori parteciperanno, tra gli altri, Giuseppe Zadra, Direttore Generale ABI; Giuseppe De Rita, Presidente Censis; Filippo Cavazzuti, Presidente PattiChiari; Umberto Filotto, Segretario Generale Assofin; Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Famiglia, Presidenza del Consiglio; Giorgia Meloni, Ministro della gioventù. Mercoledì 24 interverranno, tra gli altri, Alessandro Azzi, Presidente Federcasse e Vice Presidente ABI; Roberto Centaro, Senatore; Valentino Guelfi, Presidente Assofin; Giustino Trincia, Responsabile delle Politiche Europee dei Consumatori e Utenti Cittadinanzattiva. L'obiettivo della borsa è la realizzazione di uno specifico progetto di ricerca sul microcredito, con particolare riferimento alle potenzialità di sviluppo di tale segmento da parte degli operatori bancari in Italia. Il candidato potrà quindi concordare e definire uno o più focus specifici da sviluppare nell'ambito della borsa di studio, secondo i requisiti che saranno dettagliati nell'apposito Regolamento e che di seguito si riepilogano. Le domande di partecipazione dovranno pervenire via mail in ABI entro il prossimo 30 settembre. Una commissione di esperti delibererà l'assegnazione della borsa di studio entro fine ottobre. L'assegnatario avrà tempo fino al 30 giugno 2010 per realizzare il progetto di ricerca approvato. L'elaborato finale sarà pubblicato sulla rivista dell'ABI, Bancaria.

Poveri i contenuti sui cellulari
Il mercato dei contenuti "mobile" e Internet sui telefoni cellulari segna il passo: nel 2008 in Italia il mercato complessivo dei Mobile Content & Internet è cresciuto appena del 3%, a quota 1,2 miliardi di euro. Come mai? Secondo il Politecnico di Milano il problema rimane quello dei contenuti a pagamento: anche se è aumentato il numero dei clienti che gioca con il cellulare soprattutto co IPhone esmartphone Nokia, decresce il numero di coloro che sono disposti a pagare qualcosa per giocare o per ricevere news. Non piace usare la carta di credito e ancora meno piace, almeno per ora, pagare un fee settimanale o mensile per ricevere servizi: il peso delle tariffe flat è oggi ancora molto leggero pari al 10% dei ricavi complessivi, anche se è destinato a crescere in futuro. Il problema è che suonerie, giochi, informazioni via sms, televoto, sfondi, pur se molto conosciuti e apprezzati, devono essere gratuiti, pochi sono disposti a pagarli. Eppure oltre il 25% della popolazione italiana, pari a oltre 13 milioni di individui, dichiara di aver acquistato almeno un Mobile Content nell’ultimo anno. Poco più del 14% (circa 7,7 milioni di persone) dichiara di aver acquistato più di una tipologia di contenuto. Quasi il 6% (3,1 milioni di individui) dichiara di aver comprato Mobile Content almeno una volta al mese.

Nuovo DG a Friuladria (Crédit Agricole)
Carlo Crosara, vicentino, 52 anni, già direttore della Cassa di Risparmio di Foligno è il nuovo direttore generale di Banca Popolare FriulAdria dal prossimo 1 luglio. Virgilio Fenaroli, raggiunti in anticipo tutti gli obiettivi del piano industriale, ha lasciato la guida della banca di Pordenone. Integrati i 29 sportelli ex Intesa Sanpaolo, entrati a far parte del network FriulAdria nel luglio 2007, sono state poste le basi per lo sviluppo territoriale in Veneto ed aperte le prime 10 nuove filiali nella seconda metà del 2008, si legge in una nota. E' stata positivamente completata la migrazione informatica sulla piattaforma di Gruppo con il risultato di rendere più facile il dialogo tra le strutture delle due banche e favorire lo sviluppo di una cultura di gruppo. Passi importanti sono stati compiuti anche sul fronte dell’armonizzazione del modello distributivo con l’avvio, sempre in Veneto, di nuovi Centri specializzati nell’assistenza alla clientela Imprese e Private e con il rafforzamento della rete di società prodotto del Crédit Agricole in Italia, soprattutto per quel che riguarda il ramo della bancassicurazione danni.

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