HOME PAGE | LE NEWS DI OF | VIDEO | OFNEWS | MAGAZINE DI OF | CLASSIFICHE | OFTRAVEL Untitled | Log In | Log Out | Registra 
 OSSERVATORIO FINANZIARIO |  HOME BANKING | MUTUI | IMMOBILIARE | PRESTITI | CONTI CORRENTI | PREPAGATE | INVESTIMENTI

Per disattivarsi dalla mailing list OFNEWS clicca qui – Per disattivarsi dalla mailing list OFNEWS1 clicca qui – Per iscrivere un amico clicca qui – Per comunicare con la redazione clicca qui
OF NEWS E' ORA IN VERSIONE MOBILE
CLICCA QUI!
Oppure visita dal tuo dispositivo mobile www.ofnews.tv
Compatibile con iPhone, iPad, Android e BlackBerry. Se leggi questa newsletter in versione cartacea, puoi usare il qrcode per accedere alla versione mobile.
USCITA DI LUNEDì 26 GENNAIO 2015
COVER STORY
la Repubblica
Doveva essere l'occasione per discutere della vendita dell'Istituto centrale delle banche popolari (l'Icbpi) ma lo tsunami del decreto legge di riforma del settore ha fatto la sua violenta irruzione sulla riunione quasi di routine. Passato in second'ordine il tema (si è «solo ragionato senza decidere nulla», ha detto Vincenzo Consoli, direttore generale di Veneto Banca, e non risulta nemmeno scelto l'advisor del venditore, che tutti si aspettavano fosse Mediobanca) mentre è cambiata la sede milanese dell'appuntamento, spostata dall'Icbpi agli uffici meneghini di Bper, il cui presidente Ettore Caselli è anche presidente di Assopopolari. Il cuore della discussione è stata tutta sul decreto, definito «ingiustificato e ingiustificabile» in una nota della potente associazione di categoria (Assopopolari), «gravido di conseguenze negative su risparmio nazionale e su credito delle famiglie e delle pmi». Ovvie e concordi le dichiarazioni dei banchieri all'uscita (i presidenti degli istituti, non i capi azienda). «Volete che non siamo critici?», ha detto Francesco Venosta, presidente della Popolare di Sondrio, lasciando l'incontro di Assopopolari.
il Fatto Quotidiano
Proprio mentre il MoVimento 5 Stelle e l’Adusbef si preparano a presentare un esposto per aggiotaggio in relazione alla fuga di notizia sulla riforma delle banche popolari varata martedì, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi la demolisce a mezzo stampa e annuncia modifiche. Un’uscita che, unita al comunicato di ieri in cui Assopopolari ha annunciato l’intenzione di “non lasciare nulla di intentato perché il decreto venga meno”, ha fatto virare in negativo – dopo cinque giorni di rally – i titoli degli istituti di credito, che hanno trascinato giù tutta Piazza Affari. “Questo decreto è un errore“, ha detto infatti il ministro in un’intervista ad Avvenire, che mercoledì, in prima pagina, aveva bollato senza se e senza ma il decreto come “sbagliato”. E ha promesso “battaglia” in Parlamento, dove il decreto è atteso per essere convertito in legge ma dovrà fare i conti con un’opposizione bipartisan
Milano Finanza
Non solo semplici prese di profitto sul settore, pesa infatti la posizione assunta ieri da Assopopolari che ha definito il decreto "ingiustificato" e ha annunciato la volontà di non lasciare nulla di intentato "perché il decreto venga meno". Quindi il mercato teme che la riforma possa essere modificata o addirittura saltare come già successo in passato. Infatti, secondo quanto anticipato da MF-Milano Finanza, sarebbe già stata redatta da un pool di legali e di consulenti una perizia che attesterebbe l'incostituzionalità del decreto, in quanto non sussisterebbe il requisito di urgenza che la strada del dl lascerebbe intendere. Mentre il decreto dà agli istituti popolari 18 mesi di tempo per eliminare il voto capitario e trasformarsi in società per azioni, alcuni esponenti delle banche popolari sono contrari in toto alla riforma, altri aprono alla possibilità di una riforma ma con dei correttivi quali il limite al possesso azionario dei fondi istituzionali (tra il 3% e il 5% del capitale) e l'allungamento delle tempistiche della riforma (oltre i 18 mesi attuali). Alcuni esponenti eccepiscono l'incostituzionalità del provvedimento governativo.
Milano Finanza
La banca d'affari Kepler Cheuvreux è più cauta sui fondamentali di Ubi Banca , ma non può fare a meno di scontare un premio M&A del 15% nella valutazione dell'istituto in vista della riforma delle popolari. Come per altre banche cooperative, ha tagliato le stime di utile per azione rettificato 2014 di Ubi Banca del 7,5% a 0,22 euro, ipotizzando un utile netto di 151 milioni di euro (-40% su base annua) con un breakeven nel quarto trimestre. Il taglio delle stime segue principalmente un aumento del 2,4% delle previsioni sugli accantonamenti (costo del rischio di 110bps contro i 106bps precedenti, ancora in linea con la guidance della banca di accantonamenti per perdite su crediti leggermente più bassi anno su anno, gli esperti di Kepler Cheuvreux si aspettano un -0,5%), e 24 milioni di accantonamenti generici rilevati dall'asset quality review, in precedenza solo dedotte dal capitale
Milano Finanza
In arrivo un'altra perdita jumbo per il Banco Popolare nel 2014, la quarta di fila. E' quanto scrivono gli analisti di Kepler Cheuvreux in una nota di oggi in cui hanno tagliato il rating sul titolo da hold a reduce, fissando un nuovo target price a 11,1 euro. Così in borsa l'azione scambia al momento in ribasso del 3,41% a 11,61 euro. Un downgrade che segue la revisione in peggio della stima sulla perdita netta attesa per il 2014 da 226 milioni a 670 milioni di euro (-549 milioni solo nel quarto trimestre dell'anno), principalmente a causa di un aumento del 40% delle stime sugli accantonamenti per perdite su crediti a 2,24 miliardi di euro di cui 1,17 miliardi solo nel quarto trimestre. Questo implica un costo del rischio di 265bps.
Milano Finanza
La Banca popolare Emilia Romagna chiuderà il quarto trimestre 2014 con una perdita netta di 43 milioni di euro. E' quanto stima Kepler Cheuvreux dopo aver dimezzato le stime di utile per azione rettificato 2014 a 0,11 euro per azione, ben sotto l'attuale stima del consenso a 0,19 euro per azione. Ora gli analisti della banca d'affari si aspettano un utile netto reported per l'esercizio 2014 a 18 milioni di euro (7 milioni nel 2013) e appunto una perdita netta di 43 milioni nell'ultimo trimestre dello scorso anno.
Milano Finanza
Kepler Cheuvreux ha tagliato le stime anche sulla Banca Popolare di Milano , ma in questo caso il vero focus è sulle prossime operazioni di M&A. Tanto che la banca d'affari, nonostante il taglio delle stime, ha alzato il prezzo obiettivo da 0,57 a 0,71 euro (rating hold confermato, -3,80% a 0,697 euro al momento il titolo in borsa) per via della potenziale creazione di valore attraverso l'M&A che diventa più probabile alla luce della riforma delle banche popolari che richiede la cancellazione del voto capitario entro la fine del 2016. "Abbiamo applicato un premio del 25% nella valutazione di Bpm , più alto rispetto alle altre popolari poiché la dimensione modesta dell'istituto e la sua forte presenza nel territorio di Milano/Lombardia rende la banca un partner ideale per tutti", spiegano gli analisti di Kepler
la Repubblica
Claudio Costamagna, oggi presidente di Salini Impregilo, conosce bene il sistema bancario avendo costruito gran parte della sua carriera alla Goldman Sachs. E per un banchiere abituato a navigare nel mare anglosassone la stortura del voto capitario applicato a società quotate in Borsa era apparsa da anni un'anomalia italiana da abolire al più presto. E Costamagna ne aveva parlato a suo tempo con Romano Prodi, quando era presidente del Consiglio, che infatti meditava un intervento a gamba tesa in quella che è da tempo considerata una palude. A distanza di anni il governo Renzi ha avuto il coraggio di fare ciò che molti addetti ai lavori chiedevano da tempo.
il Fatto Quotidiano
Intanto da Londra compravano. Salvando la popolare dell’Etruria, dove oltre al padre lavora anche il fratello di Maria Elena, Emanuele. Gli acquisti sono iniziati il 15 gennaio. Il decreto, battezzato “investment compact”, è stato annunciato a mercati chiusi il 20 gennaio ma le indiscrezioni erano iniziate a circolare sin dal 16 e il 19 l’agenzia di stampa Reuters ha anticipato il piano nei dettagli. In quattro giorni la Banca Popolare dell’Etruria ha registrato un balzo del 66 per cento, nonostante i ripetuti stop alla negoziazione per eccesso di rialzo, mettendo fine così ad anni di profonde difficoltà che l’hanno portata sull’orlo del commissariamento. Nel gennaio 2010, un’azione valeva 10,69 euro, mentre il 12 gennaio scorso ha registrato il minimo storico: 0,358 euro.
il Fatto Quotidiano
C’è una piccola curiosità che spunta nella brutta storia delle speculazioni che potrebbero avere accompagnato il varo del decreto governativo sulla riforma delle banche popolari, il brutto affaire sul quale ora ha aperto gli occhi anche la Consob. Una piccola, significativa e non secondaria curiosità che va a braccetto con le polemiche che hanno visto beneficiare di rialzi eccezionali anche la Popolare dell’Etruria e del Lazio, amministrata in qualità di vicepresidente da Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena, ministro per le Riforme in carica. Riguarda non il conflitto di interesse che vede coinvolta la Boschi per via dei suoi rapporti di parentela, ma quello che la chiama in causa direttamente come socio della banca e che, in quanto tale, avrebbe dovuto consigliarle di non partecipare alla riunione del Consiglio dei ministri che ha varato la riforma.
ECONOMIA & FINANZA
Corriere della Sera
Alexis Tsipras e Syriza trionfano nelle elezioni politiche in Grecia. Il partito anti-austerità, con il 94% delle schede scrutinate, si ferma però a 149 seggi, due dalla maggioranza assoluta, e dovrà quindi cercare un alleato per governare. «La Troika è una cosa del passato», ha detto il leader, commentando il risultato delle elezioni. «Il voto contro l’austerità è stato forte e chiaro». Prima ancora che arrivassero i primi dati reali, subito dopo la diffusione degli exit poll, è arrivato il monito della Bundesbank per bocca del suo presidente Jens Weidmann: «La Grecia rispetti gli impegni, fare le riforme è nel suo interesse». Intanto oggi del dossier greco si parlerà al tavolo dell’Eurogruppo, preceduto da un vertice ad hoc convocato tra i vertici dell’Europa e dell’Eurozona, cioè i presidenti Draghi, Juncker, Tusk e Dijsselbloem.
Il Sole 24 Ore — Isabella Bufacchi
Il rischio che una vittoria elettorale di Syriza, schiacciante o no, possa contagiare negativamente l'Italia esiste. Nell'era delle OMTs, del “whatever it takes” ma anche del Quantitative Easing senza condivisione totale del rischio sovrano, i mercati non hanno rimosso del tutto il rischio che qualcosa possa andare malamente storto nell'Eurozona. Il cosiddetto “tail risk” sull'uscita di un Paese dalla zona dell'euro, o su una ristrutturazione violenta del debito pubblico di uno Stato periferico, era scomparso del tutto per un po' di tempo. E invece da qualche settimana è tornato ad aleggiare sui mercati.
Il Sole 24 Ore
L'Italia è esposta verso la Grecia per circa 40 miliardi di euro, se si considerano i prestiti bilaterali e le quote di partecipazione nel fondo salva-stati Esm, nella Bce e nell'Fmi. Lo calcola Bloomberg secondo cui, davanti al nostro Paese ci sono solo Germania (60 miliardi) e Francia (46 miliardi). I 322 miliardi di debiti della Grecia, secondo i dati del Ministero delle Finanze greco resi pubblici alla fine del terzo trimestre 2014, sono solo per il 17% in capo a soggetti privati. Il 62% è in capo ai governi dell'Eurozona, il 10% all'Fmi e l'8% alla Bce mentre il restante 3% è custodito nella Banca centrale greca.
Il Sole 24 Ore
È lo scenario che con il passare delle ore appare sempre più probabile. È anche quello più gradito ai mercati, ma non necessariamente quello in grado di garantire un governo stabile. Tutto dipende da quale partner affiancherà Syriza. Ci sono diverse opzioni: vediamo quali, tenendo conto che per entrare in Parlamento i partiti devono superare la soglia di sbarramento del 3 per cento. Alleanza con To Potami o Pasok La possibilità al momento più concreta è un’alleanza con To Potami (Il Fiume), una forza di centro-sinistra nata da un anno e guidata dal giornalista televisivo Stauros Theodorakis: le proiezioni le attribuiscono il quarto posto con circa il 6%, un ottimo risultato che le può garantire il ruolo di ago della bilancia. Theodorakis ha subito proposto un appoggio esterno a Tsipras: «Faremo di tutto per scongiurare nuove elezioni», ha dichiarato a caldo. Il suo partito vuole stare nell’euro (come Syriza), combattere la corruzione e riformare la Grecia con politiche pro-mercato. Un’altra possibilità è un’alleanza con il Partito socialista (Pasok), dato al 4,8 per cento. Sia il Pasok che To Potami hanno posizioni meno dure di Syriza sulle politiche di austerità e sulla ristrutturazione del debito. In un caso e nell'altro quindi, spiega una nota dello European Policy Institutes Network ,«Syriza dovrà fare grandi concessioni, il Governo sarà carico di tensioni fin dall'inizio e con ogni probabilità non completerà la legislatura». Un governo Syiriza-To Potami o Syriza-Pasok comunque non dispiacerebbe affatto all’Europa e ai mercati, perché sarebbe meno intransigente.
Corriere della Sera
Per certi versi è una grande vittoria per l’Europa. La Bce ha fatto almeno tre cose insieme: ha dato ai mercati un segnale forte, ha aumentato ancora la sua credibilità e ha dimostrato, per chi ancora non ne fosse convinto, tutta la sua indipendenza». Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit ammette di essere rimasto un po’ sorpreso dall’entità del quantitative easing, l’acquisto di titoli da parte della Banca centrale europea. Dica la verità, vi aspettavate un intervento meno consistente? «Le previsioni parlavano di 5-600 miliardi di euro, si è invece arrivati a 60 miliardi al mese fino a settembre 2016, ben oltre le aspettative. Sulla suddivisione dei rischi tra Francoforte e le banche nazionali, invece, dopo il confronto iniziale, era tutto abbastanza atteso».
Corriere della Sera
È botta e risposta a distanza tra il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e il presidente della Bundesbank, il tedesco Jens Weidmann a proposito degli effetti del Quantitative Easing - l’acquisto di titoli di Stato dei Paesi dell’eurozona - varato giovedì 22 dalla Bce. «Il programma di acquisto di titoli di Stato da parte della Bce non è uno strumento come gli altri. Comporta dei rischi», ha sostenuto Weidmann, secondo un’anticipazione di un’intervista alla Bild in edicola domani. Tesi radicalmente respinta invece dal governatore Visco. Il numero uno della Bundesbank ha fatto riferimento al rischio che «venga trascurata» dai Paesi la solidità dei bilanci: «È chiaro, gli acquisti riducono la pressione» sulla necessità di proseguire nelle riforme, «anche su paesi come Italia e Francia. Sarebbe però pericoloso non portare avanti il percorso delle riforme». Un invito, quest’ultimo. in linea con quello espresso dalla Cancelliera Angela Merkel e anche dallo stesso Draghi. «Il patto di Stabilità non deve essere ulteriormente ammorbidito», ha aggiunto Weidmann, che ha citato come passi ancora necessari nei paesi in crisi altre riforme nel mercato del lavoro e una politica di bilancio credibile con meno debiti
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
A pesare anche la posizione assunta da Assopopolari che ha definito il decreto "ingiustificato e ingiustificabile", annunciando di non voler lasciare nulla di intentato perché il decreto venga meno. Quindi il mercato teme che la riforma possa essere modificata o addirittura saltare come già successo in passato. Il titolo Bper ha perso il 2,72%, Bpm il 2,21%, Ubi Banca il 3,47%, Mediobanca lo 0,27%, Unicredit il 2,09% e Mps il 5,31%, mentre fuori dal listino Banca Etruria ha ceduto lo 0,83% e Creval lo 0,5%. Solo Intesa Sanpaolo è salita dello 0,23%. Tra i ribassi maggiori quello di Banco Popolare (-4,74% a 11,45 euro) su cui Kepler Cheuvreux ha tagliato il rating da hold a reduce, fissando un nuovo target price a 11,1 euro, aspettandosi per lo scorso esercizio una perdita jumbo di 670 milioni di euro, la quarta di fila, di cui -549 milioni solo nel quarto trimestre. Ad affievolire il Ftse Mib anche il calo di Eni (-0,33% a 15,05 euro) con il presidente, Emma Marcegaglia, che ha annunciato un taglio dei costi del 10-15% e un rinvio degli investimenti nei progetti più costosi per mitigare gli effetti del calo del prezzo del petrolio
Morningstar
La Borsa di Milano, dove l’indice Ftse/Mib ha segnato +0,24%, nel finale è diventata volatile a causa delle vendite che hanno investito il comparto bancario salito molto nelle ultime giornate (in particolare gli istituti popolari). Vivace Fca che, secondo molti operatori, è in un’ottima posizione per beneficiare del nuovo scenario macroeconomico indotto dal Qe e da un cambio euro-dollaro ai minimi da 12 anni.
Morningstar
Gennaio è il momento ideale per fare le pulizie eliminando dai portafogli i titoli che non hanno più spazio per correre. Per le Borse mondiali, quello appena passato, è stato ancora un anno positivo. L’indice Msci World ha guadagnato il 17%, facendo seguito al +18% registrato nel 2013. I listini americani hanno ritoccato i massimi storici sulla scia dei dati macro Usa e del miglioramento dei conti societari. L’ottimismo ha gonfiato le aspettative sui risultati futuri di molte società, ma in alcuni casi le quotazioni azionarie hanno largamente superato i fair value di Morningstar, indicando che è arrivato il momento di fare cassa. Di seguito indichiamo alcuni dei titoli globali a maggior capitalizzazione di mercato (tra i componenti del Msci World) che, secondo i nostri analisti, hanno completato la fase di rialzo di Borsa.
Morningstar
Per molti investitori la robusta performance del mercato Usa nel 2014 è stata una piacevole sorpresa. All’inizio dell’anno la maggior parte dei lettori di Morningstar.com si aspettava un guadagno del 6,5%, ma l’indice S&P500 è salito del doppio. A guidare i guadagni sono stati la tecnologia, l’healthcare, le utility e il real estate con guadagni del 20% ciascuno. Alcune società hanno avuto rendimenti del 75%. Ma, secondo gli analisti di Morningstar, i vincitori dell’anno scorso non sono necessariamente la scelta migliore da mettere in portafoglio nel 2015. Ecco un elenco di alcune società coperte dalla nostra analisi che nel 2014 hanno guadagnato più del 75% e le loro prospettive. Allergan. Rendimento 2014: 91,56% | Rating: 3 stelle | Economic Moat: Ampio Le azioni di Allergan hanno quasi raddoppiato il loro valore nel 2014, grazie all’interesse per un’acquisizione da parte prima di Valeant e poi di Actavis. La seconda ha avuto successo con un’offerta da 219 dollari per azione che dovrebbe perfezionarsi nel secondo trimestre di quest’anno. Gli analisti di Morningstar assegnato un Economic moat ampio al titolo Allergan. Tuttavia, le azioni sono trattate in linea con il nostro fair value e, alla luce dell’operazione di M&A, e difficile che si muovano da quel valore
Il Sole 24 Ore
Il 2014 è stato uno dei migliori anni per l'industria del risparmio gestito. La raccolta netta è prevista oltre 120 miliardi. In un simile contesto, non c'è da stupirsi, le società del comparto hanno realizzato performance positive. Così è per Anima Holding che, nell'anno appena concluso, ha concretizzato una raccolta netta di 7,6 miliardi. Vale a dire più del doppio rispetto al 2013. Ciò detto, tuttavia, alcuni sottolineano che la recessione in Italia può indurre un rallentamento della crescita dei flussi nell'intero settore.
la Repubblica
La "formula magica" consente di abitare subito un immobile, come se fosse in affitto, ma il canone verrà considerato un acconto sul prezzo d'acquisto. E per il proprietario c'è la possibilità di vendere in un momento di mercato negativo. In concreto: fissato un valore di 100.000 euro per l'appartamento e un canone mensile di 1.000 euro per cinque anni, se 500 euro fossero considerati come acconto, al momento dell'acquisto il conduttore dovrebbe versare solo 70.000 euro
INCHIESTE
il Fatto Quotidiano
Per i conti dell’intero sistema bancario italiano, 2 miliardi di euro sono una cifra relativamente modesta. Ma sono entrate che possono fare comodo in un momento in cui l’intero sistema è alle prese con sofferenze in continua crescita che zavorrano i bilanci e affossano la capacità di creare valore degli istituti di credito. L’ultima tornata di trimestrali è stata caratterizzata in molti casi da una riduzione delle svalutazioni sui crediti deteriorati, quei prestiti che rischiano di non poter essere recuperati integralmente. In pratica si tratta di una scommessa su una prossima ripresa economica che dovrebbe innescare (di solito con un ritardo di 12/18 mesi) un miglioramento della situazione del credito. Purtroppo per ora i dati continuano a dire il contrario. Secondo via Nazionale lo scorso novembre le sofferenze sono aumentate rispetto all’anno prima del 18,4% in valore lordo (cioè senza considerare le svalutazioni già messe a bilancio). Un leggero rallentamento rispetto al +19% di ottobre, ma non certo un’inversione di tendenza. In valore assoluti lo stock di crediti deteriorati lordi sfiora ormai i 180 miliardi di euro
la Repubblica
Pesantemente penalizzata dalla Borsa svizzera, dopo l'abbandono del cambio fisso franco-euro, da parte della Banca centrale, Swatch sta valutando, seriamente, di abbandonarla, uscendo dall'Smi, lo Swiss Market Index di Zurigo. "La Borsa è come un casinò, pieno di imbroglioni", ha dichiarato fuori dai denti Nick Hayek, Ceo del principale gruppo orologiero svizzero, al settimanale Sonntagszeitung. "Questi imbroglioni - ha rincarato - vogliono solo guadagnare soldi nel più breve tempo possibile, mentre l'obiettivo di Swatch è quello di continuare a fabbricare orologi made in Switzerland". Hayek ce l'ha, in particolare, con Thomas Jordan, il presidente della Banca Nazionale Svizzera, responsabile della decisione del 15 gennaio scorso di abolire la misura per cui, per tre anni, la quotazione dell'euro è rimasta invariata a un franco e 20 centesimi. Oggi le due valute sono quotate alla pari e il titolo Swatch ha perso, in un colpo solo, circa il 15 per cento del suo valore
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Mario Platero
Un numero di telefono per l'Europa? Dopo averlo cercato fin dai tempi di Henry Kissinger, l'America ha trovato quello di Mario Draghi. A Washington e a New York, che il presidente della Bce fosse diventato l'interlocutore privilegiato europeo lo si era capito ben prima della sua decisione di giovedì di procedere con il Quantitative easing. Nei suoi passaggi americani, ora al Peterson Institute for International Economics, ora alla Brookings Institution gli interlocutori americani vedevano in Draghi l'unico leader europeo che lavorava solo per l'Europa e per l'euro piuttosto che per questo o quel paese. La sua prudenza e la sua diplomazia erano strumenti, si diceva a Washington, per rafforzare l'autonomia della BCE. Anche la concessione formale che ha distribuito il rischio default fra i paesi membri, criticata da alcuni, resterà quello che è: “formale”. Nella sostanza, in cambio di una concessione che avrà minime possibilità di verificarsi, l'ammontare di Qe deciso è stato superiore alle attese e ha rafforzato l'Europa
La Voce — Lorenzo Stanghellini
Oggi la Banca d’Italia dispone di due strumenti di fronte alla crisi di una banca o di un intermediario finanziario: l’amministrazione straordinaria, che mira a risolvere la crisi sostituendo gli organi di governo della banca; e la liquidazione coatta amministrativa, che mira a liquidare la società, quando è possibile vendendone nel giro di poche ore il patrimonio (ad esempio, gli sportelli bancari, con i connessi rapporti con i clienti) mentre l’impresa è ancora in attività. Ad esempio, è così che è stato liquidato il Banco di Napoli nonché, a suo tempo, il Banco Ambrosiano. Questi strumenti, nel corso di vari decenni, hanno generalmente dato buona prova. Durante la crisi finanziaria, che ha messo in pericolo decine di banche in tutto il mondo, e quindi la stabilità dell’intero sistema, è emerso che, a differenza dell’Italia, molti paesi non avevano regole speciali per le crisi bancarie. Northern Rock, ad esempio, è stata prima finanziata dalla Banca d’Inghilterra, poi, di fronte al panico dei depositanti, nazionalizzata, infine liquidata, con uno strascico di cause legali. Lehman Brothers è stata fatta fallire, provocando onde di contagio che si sono propagate in tutto il mondo
La Voce — Tommaso Monacelli
Con il cosiddetto “Quantitative easing”, la banca centrale acquista titoli di Stato detenuti dalle banche, e accredita alle banche stesse maggiori riserve. Il risultato è un incremento della base monetaria, con l’obiettivo (teorico) di generare un aumento del livello nominale del reddito, cioè in parte dell’inflazione e in parte del PIL in termini reali. Dopo Stati Uniti, Giappone e Regno Unito, oggi il Qe è una realtà anche nell’Europa dell’euro, invocato come un mantra taumaturgico. Il programma di Draghi prevede acquisti per 60 mld al mese, con un orizzonte non condizionato temporalmente, bensì al raggiungimento di un risultato economico, espresso in termini di un tasso di inflazione effettivo. Secondo molti si tratta di un programma ingente, superiore alle aspettative. Un confronto relativo con l’esperienza USA, però, ridimensiona in parte questa visione. Con un ritmo di acquisti di 60 mld al mese la Bce impiegherà più di 50 mesi (oltre 4 anni) per ottenere una espansione del proprio bilancio di circa il 25% del PIL nominale, che è la misura dell’espansione del bilancio ottenuta dalla Fed con tutte le proprie misure di QE.
il Giornale — Nicola Porro
Sono tutti molto gasati per la mossa di Draghi. Il che di per sé è un bene. Oggi manca ottimismo, speranza nel futuro, insomma un po' di fiducia. Il credere nel potere taumaturgico di qualcosa o qualcuno se serve a tirare su il morale e ad alimentare la voglia di spendere, ben venga. Ma attenzione l'acquisto dei titoli di Stato da parte della Banca centrale, che alla bisogna stampa moneta, non cura tutti i mali. In particolare non aumenterà il credito alle imprese. Non si intende demonizzare le banche. Hanno un ruolo importantissimo nel capitalismo di mercato. Ma ogni tanto, anche a nome loro, si vanno raccontando in giro un bel po' di balle. Come questa storia per la quale grazie alla mossa di Draghi il credito bancario sarà più facile. La verità è che cambierà poco nulla. Se non che i titoli delle società creditizie quotate, dovrebbero aumentare di valore. Ottimo per i loro azionisti. Ma nulla a che vedere con l'erogazione dei prestiti. Vediamo il perché.
INTERNAZIONALE
Forbes
Syriza ran on a single issue: reversing Greece’s reforms, which had been the quid pro quo for the assistance Greece has received from the IMF, EC and ECB (known collectively as the “troika”) over the past several years. It is hard to see how Mr. Tsipras could change course dramatically and say that he is planning to honor Greece’s promises to the troika. Attention will now shift to the response of the troika to Syriza’s victory and its policy reversal. Will the troika respond with a suspension of future assistance and a refusal to roll over existing subsidized debts? Judging from the statements of Mr. Draghi and European political leaders, it appears so.
Financial Times
Whatever government emerges after Greece’s parliamentary election, Athens will soon lock horns with its international creditors over its mountain of public debt, which stands at about 175 per cent of gross domestic product. Eurozone governments have already made commitments to further debt relief for Athens, as long as it sticks to reform and austerity. Alexis Tsipras, leader of the leftwing, anti-austerity Syriza, wants to go much further and cut Greece’s debt pile by a third, arguing that the burden is “unsustainable”.
The Guardian
The EU financial sector does not need to be eased, there is plenty of liquidity in the banks (Report, 23 January). Quantitative easing, as practised by the Bank of England and the US Federal Reserve, merely flooded the financial sector with money to the benefit of bondholders. This did not create a so-called wealth affect, with a trickle-down to the real producing economy. This was supposedly the result that the Bank of England wanted, ie to stimulate the real economy; but, as your leader pointed out, it was just fixed assets and properties that benefited. This is yet another factor in the increasing level of income inequality that is now prevalent in the UK and US, and does little to promote growth and increase GDP. If the EU were bold enough,...
The New York Times
Across the board, the yields on eurozone bonds, from Germany to Greece, declined as traders rushed to scoop up bonds before the E.C.B. started buying. Riskier corporate and high-yield bonds, as well as European stocks, also rallied strongly on the news. The euro, already on a downward slope, lost 2 percent against the dollar, to $1.1361. (...) While Mr. Draghi had been expected to announce a plan to buy eurozone government bonds, the size and extent of the purchases came as a surprise. Investors worldwide have been piling into the riskiest sovereign bonds in the eurozone, driving their yields to historic lows even as many of these countries (Italy, Portugal and Greece, in particular) are seeing their debt burdens increase.
Financial Times
Marina Cvetic, a wine producer from the rolling hills of Abruzzo in central Italy, looks as though she would give Mario Draghi a big hug if she could. “I think he’s a great man who has the courage to do what’s right for all of Europe,” she says of the European Central Bank’s Italian president. Ms Cvetic, 48, stands to be among the big winners of the bank’s decision to embark on a programme of quantitative easing to stoke inflation and reboot economic growth across the eurozone. One of the starkest effects of the move is to reduce the value of the euro, which has fallen to the lowest levels for 11 years versus the US dollar following the launch of the €60bn a month government debt purchase plan, boosting the competitiveness of eurozone exporters such as Ms Cvetic.
Mirror UK
Our world is being transformed by rapid advances in sciences and technology that are touching every aspect of our lives. So what changes could these developments bring about for life as we know it? We only have to look around us to see just how much can change in a relatively short space of time. Our lives have been shaped by developments which most of us couldn’t have imagined a decade ago. For example, handheld devices such as smartphones and tablets now allow us to have live video conversations with our friends, translate instantaneously between multiple languages, watch full length videos and monitor diverse aspects of our health from blood pressure to oxygen flow and stress levels.
TECNOLOGIA
Wired
“C’è ancora molto da fare per mettere il potere dei dati nelle mani dei cittadini”, scrive la World Wide Web Foundation nella edizione 2015, la seconda, del suo ‘Open Data Barometer‘. “Dati fondamentali su come i governi spendano i nostri soldi e come funzionino i servizi pubblici restano inaccessibili o a pagamento nella maggior parte” degli 86 paesi studiati, si legge nella relazione che ha come obiettivo “svelare la reale diffusione e l’impatto delle iniziative basate sull’open data nel mondo”. Per quanto il trend sia positivo, se l’ideale è una “democrazia basata sui dati” (e sui dati aperti, ossia accessibili in modo “proattivo” e gratuito, leggibili da software e liberamente ri-utilizzabili) serve un cambio di passo, dice la fondazione di Tim Berners-Lee: “i progressi sono lenti.
La
INIZIA tutto con un messaggio anonimo. Come nei sequestri di persona. Dice più o meno: il tuo computer è stato sequestrato, tutti i documenti sono stati criptati e verranno distrutti se non paghi subito un riscatto. Attenzione: non in euro o in dollari ma in bitcoin, la misteriosa moneta elettronica che garantisce un anonimato assoluto. La somma richiesta varia ma in questo momento un privato cittadino se la cava - si fa per dire - con circa 600 euro:
La Repubblica
COME si vedono professionalmente gli italiani? Quali parole usano per descriversi? La risposta viene dal social network professionale LinkedIn. Esperti e responsabili, ma anche creativi e appassionati: è l'identikit degli italiani, stando ai loro curricula. A tracciarlo è proprio la piattaforma per i contatti professionali, che pubblica l'elenco dei termini più ricorrenti - le "buzzwords" - nel 2014. Negli oltre 7 milioni di profili italiani sul social professionale, la parola più sfruttata è "esperto", che per la prima volta negli ultimi tre anni riesce a sostituire "responsabile". A livello mondiale, invece, vince "motivato" e, in generale, parole che denotano dinamismo. Gli italiani puntano quindi sull'esperienza, con la responsabilità che viene al secondo posto. La top ten dei termini più usati prosegue con "creativo", "specializzato" e "problem-solving", e poi "motivato" e "appassionato".
La Repubblica
Dopo il recente sorpasso di Instagram su Twitter, il microblog dei cinguettii corre ai ripari: chiede ai suoi utenti più popolari come media, personaggi famosi nello spettacolo e lo sport, di condividere foto direttamente dalla sua piattaforma e di non 'trascinarle' da altre piattaforme, come appunto Instagram. L'indiscrezione è del sito Mashable.com. A dicembre scorso l'app comprata da Facebook nel 2012 ha raggiunto quota 300 milioni di utenti attivi, Twitter ne ha 289 milioni. La sfida tra le due piattaforme è iniziata proprio nel 2012, quando Twitter ha bloccato il supporto alle "card" che mostravano all'interno del social network le foto caricate dagli utenti Instagram, semplicemente postando il link all'interno di un tweet.
Wired
La si può tranquillamente considerare una provocazione dialettica. Che il massimo dirigente di Google affermi che “Internet è destinata a sparire“ sembra una frase studiata a tavolino per “bucare” e assicurarsi l’interesse dei lettori. Infatti, Eric Schmidt, una volta attirata l’attenzione della platea del World Economic Forum tenutosi a Davos, Svizzera, ha precisato che la Rete più che sparire, semplicemente troverà un nuovo spazio, meno intrusivo, per essere presente tutto intorno a noi. “Saremo circondati da così tanti sensori e accessori connessi alla Rete, che pur essendo ovunque sarà sempre più difficile rendersene conto“, ha specificato Schmidt.
Wired
C’è del disagio. Dopo tutte le raccomandazioni sull’utilizzo di password non banali o intuibili, e dopo che i maggiori servizi online si sono ingegnati a spiegare come costruirne di difficili, ancora in molti usano sequenze banali. E no, la peggiore delle password non è neanche “password”. La vincitrice del 2014 è stata “123456”. Avete letto bene. E non è nemmeno sola nella top ten stilata dalla società di sicurezza SplashData: ci sono anche 12345678 (per abili solutori), 123456789 (per i prolissi), 1234 (per gli sbrigativi).
The Guardian
It is a sad day for strings of consecutive numbers hoping to be used as passwords by foolish internet users. The password 123456 has been named as the worst password of 2014 by online security firm SplashData, and it’s joined in the top 10 by 12345, 12345678, 123456789 and 1234. The company publishes the chart annually, and yes, SplashData makes password management software. But it claims its “worst passwords” rankings are based on hard data: a list of 3.3m leaked passwords last year. The numerical passwords are joined in the latest top 10 by “password”, “qwerty”,
© 2010-2015 e-content.net | Dedicated Server Intermedia Co. (Palo Alto, California) | Tutti i diritti riservati | Vai alla pagina informativa della lista OFNews per disattivarti o per invitare qualcuno






LE NEWS PIÙ LETTE


10

1) Idee week end: 12 città e oltre 20 appuntamenti

Le proposte dei prossimi week end saranno imperdibili. Ci sono i carnevali più famosi d’Italia, gli eventi enogastronomici a Milano (con Identità Golose e Food&Wine Festival) e a Firenze (con la golosissima Fiera del cioccolato artigianale). A Bologna è l’arte ad essere protagonista, mentre a Verona si riuniscono gli appassionati delle due ruote. Ecco cosa segnarsi in agenda, per rimanere nella propria città o preparare le valigie

2) Bollettino gennaio. I trend del mese

È il momento dei finanziamenti. UniCredit abbassa all’1,75% lo spread sul mutuo variabile mentre BPM propone un prestito con Tan del 7,90%. Per quanto riguarda i conti, UBI Banca arricchisce il pacchetto di Qubì con una polizza infortuni. Mentre per i conti di deposito, tra le poche novità, c’è il conto Green della Banca di Cividale. Intesa Sanpaolo, intanto, punta tutto sull’Expo e la sua prepagata collegata

3) Immobiliare 2015. Perché vendere. Perché comprare. Perché investire. Secondo Gabetti

Le compravendite aumentano. I costi calano. Le banche iniziano a erogare. Arrivano (finalmente) le prime buone notizie dal mercato immobiliare. Ma è ancora presto per cantare vittoria. Cosa sta accadendo e, soprattutto, cosa accadrà nei prossimi mesi? Marco Speretta, AD di Tree Real Estate e COO di Gabetti Property Solutions svela che per il 2015 i prezzi delle case si ridurranno ancora. Il mercato residenziale inizierà a riprendersi. E sarà un buon momento anche per vendere. Chi deve investire, invece, dovrà aspettarsi ancora rendimenti bassi

4) Guida alla banca 2015/Mutui, conti, prestiti…

5) Diventa socio. Otterrai il mutuo, il prestito e condizioni migliori sul conto

6) Immobiliare Roma/ Ecco quanto costa comprare casa nel centro (a due passi dalle meraviglie storiche)

7) Immobiliare Roma/ Dove comprare, investire, affittare nel 2015

8) Immobiliare a Milano/ Ecco i quartieri in cui comprare, vendere, investire

9) Of-MigliorConto 2014. Novità d’autunno: UniCredit, Widiba e Banco Desio

10) Guida all'investimento nel 2015


10

1) Immobiliare 2015. Perché vendere. Perché comprare. Perché investire. Secondo Gabetti

Le compravendite aumentano. I costi calano. Le banche iniziano a erogare. Arrivano (finalmente) le prime buone notizie dal mercato immobiliare. Ma è ancora presto per cantare vittoria. Cosa sta accadendo e, soprattutto, cosa accadrà nei prossimi mesi? Marco Speretta, AD di Tree Real Estate e COO di Gabetti Property Solutions svela che per il 2015 i prezzi delle case si ridurranno ancora. Il mercato residenziale inizierà a riprendersi. E sarà un buon momento anche per vendere. Chi deve investire, invece, dovrà aspettarsi ancora rendimenti bassi

2) Guida all'investimento nel 2015

E' venuto il momento di fare qualche ipotesi sulle principali tendenze che guideranno l'andamento dell'economia globale nel corso del 2015 e di mettere a fuoco rischi e opportunità che si presenteranno ai risparmiatori nel corso dei prossimi 12 mesi. OF fa il punto sui temi caldi dell'economia e del risparmio del 2015 sulla base delle analisi e delle previsioni con cui gli economisti, i fund manager e i grandi gruppi finanziari globali si preparano ad affrontare nuovo anno. Ecco 10 domande chiave dell'investimento 2015. E le 10 risposte più corrette

3) Diventa socio. Otterrai il mutuo, il prestito e condizioni migliori sul conto

Risparmiare fino a 240 euro l’anno sul conto corrente, ridurre lo spread dell’1%, ottenere polizze gratuite a protezione della famiglia. E poi, prenotare vacanze per due al prezzo di uno, parcheggiare in aeroporto con sconti fino al 70%, trovare posto al ristorante e pagare meno. Questi sono alcuni dei vantaggi del diventare socio offerti dalle 11 banche analizzate da Of-Osservatorio finanziario. In media la spesa è di 1137 euro. Ma il vantaggio più importante è questo: ottenere realmente un finanziamento, mentre per gli altri clienti i rubinetti del credito sono troppo spesso ancora chiusi

4) Of-MigliorConto 2014. Novità d’autunno: UniCredit, Widiba e Banco Desio

5) Idee week end: 12 città e oltre 20 appuntamenti

6) Un 2015 meraviglioso/In Italia

7) Immobiliare Roma/ Ecco quanto costa comprare casa nel centro (a due passi dalle meraviglie storiche)

8) Bollettino gennaio. I trend del mese

9) Anno nuovo con Arte Fiera, HOMI, Una montagna di libri…

10) Immobiliare Roma/ Dove comprare, investire, affittare nel 2015

Tutte le news più lette

CONNESSI AL MONDO DELLE NEWS

Rassegna stampa da 100 siti.
OfNews è la prima Rassegna Stampa e Tv online. Ogni mattina online o anche via email ti offre una selezione ragionata, realizzata da una redazione di giornalisti, delle principali notizie apparse sul web e firmate da oltre 100 siti di news e tv, italiani e internazionali. OfNews ti informa su economia, finanza e tecnologia (web, cellulari e hitech)


Leggi OfNews: economia, finanza e tecnologia


 HOME PAGE | SCRIVI | CHIEDI | TORNA IN ALTO
© 2009-10 OFNetwork s.r.l. P.IVA 06826940964 Corso Magenta 32 20123 Milano | Dedicated Server Intermedia Co. (Palo Alto, California) | Tutti i diritti riservati | Contattaci |