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USCITA DI VENERDì 27 FEBBRAIO 2015
COVER STORY
Le News di Of
Il fulcro dell'innovazione, si legge ne La Bussola Innovazione di febbraio 2015 di Of-Osservatorio finanziario, in questo inizio anno ruota per lo più intorno alle due macro-categorie di home e mobile banking che diventano più semplici da utilizzare, intuitive, e user friendly. E introducono soluzioni e servizi di pagamento o di gestione dell'operatività bancaria del tutto nuovi e, finora, mai sperimentati. Webank, per esempio, ha lanciato il primo prelievo cardless, cioè senza carta di pagamento. E ha aggiunto al suo applicativo di mobile banking anche la possibilità di conoscere il saldo semplicemente scuotendo lo smartphone.
Ofnews continua sotto l'annuncio


ECONOMIA & FINANZA
The Wall Street Journal (tradotto da Milano finanza)
La Bce si è impegnata ad acquistare centinaia di miliardi di euro di titoli di Stato per favorire la ripresa dell’economia dell’eurozona. Ma ora dovrà trovarli. Gli analisti e gli investitori sono scettici sulle possibilità, visto che molti non saranno disposti o non potranno vendere i titoli di Stato con rating elevato e, in particolar modo, quelli della Germania. “Sarà molto impegnativo per la Bce trovare abbastanza obbligazioni statali per raggiungere gli obiettivi del Qe”, ha commentato Anthony O’Brien, co-responsabile della strategia di rating europeo presso Morgan Stanley. Il Qe della Bce partirà il mese prossimo e comporterà l’acquisto di 60 miliardi di euro di obbligazioni ogni mese fino a settembre 2016. Dalla fine dello scorso anno, la Banca centrale ha acquistato circa 13 miliardi di euro di altri asset ogni mese, e gli analisti prevedono che la differenza – circa 47 miliardi di euro – comprenderà i titoli di Stato. Ma quali titoli di Stato acquisterà la Bce dipende dalla popolazione e dal pil di ogni Paese dell’Unione. Il problema è che i bond con rating elevato già scarseggiano, e specialmente i Bund tedeschi, che da soli rappresentano la maggior parte del programma
Milano Finanza
Il patto di sindacato di Mediobanca potrebbe sciogliersi entro la fine dell'anno. E' quanto emerso a margine della riunione informale del consiglio di amministrazione della banca di Piazzetta Cuccia convocata per iniziare la riflessione sulla riforma della governance dell'istituto. Già a settembre alcuni dei soci potrebbero infatti chiedere di uscire dal patto per avere mano libera sulle proprie quote facendo calare le partecipazioni vincolate sotto il 25% del capitale, soglia oltre la quale l'accordo di scioglie in modo automatico.
Milano Finanza
L'eventuale quotazione di Fideuram, polo del private banking di Intesa Sanpaolo , sarà valutata quando si presenterà l'opportunità giusta. E' quanto ha fatto sapere oggi il consigliere delegato del gruppo, Carlo Messina, giudicando l'operazione possibile in quanto si inquadra nella logica di crescita esogena del gruppo. "Se ci saranno le opportunità, che oggi non vediamo, potremmo valutare una possibile quotazione", ha affermato.
Milano Finanza
Il Monte dei Paschi di Siena lancerà l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro tra fine maggio e giugno. Lo ha affermato oggi l'ad della banca senese, Fabrizio Viola, durante un'audizione in Commissione finanze al Senato, spiegando che una parte dell'aumento verrà utilizzata per rimborsare 1,017 miliardi di euro di Monti bond in anticipo rispetto alla scadenza del piano del 2017. Viola ha infatti ricordato che l'iter autorizzativo della Bce al capital plan di Mps è avvenuto contestualmente alla decisione della banca di aumentare il capitale fino a 3 miliardi rispetto ai 2,5 miliardi originariamente previsti.
Milano Finanza
Doppia operazione di Veneto Banca. L’istituto di Montebelluna è nelle fasi finali della cessione, per 289 milioni di euro, del 51,4% di Banca Intermobiliare agli storici proprietari, le famiglie Segre e D’Aguì e, fra gli altri, a Luca Cordero di Montezemolo e Valentina Nasi. Questi ultimi dovranno poi lanciare un’opa a 3,6 euro.
Oggi Treviso
«Nonostante la delicatezza degli argomenti trattati, abbiamo apprezzato i toni pacati e la lucidità con i quali ha effettuato una riesamina delle azioni e degli eventi che hanno interessato Veneto Banca dalla data del suo insediamento, il 26 aprile 2014, a oggi – recita una nota congiunta delle rappresentanze sindacali -. In questo ultimo anno, il nostro Consiglio di Amministrazione si è adoperato per adeguare Veneto Banca ai nuovi criteri imposti dalla BCE che di fatto stanno mutando l’attività bancaria che dovrà essere sempre più orientata alla solidità finanziaria del sistema creditizio a sostegno dell’economia europea e dell’euro stesso. Il Professor Favotto ha dichiarato che ...
l'Espresso
All'epoca, correva l'anno 2002, la vicenda fece grande scalpore a Vicenza. L'uomo più potente della città, il banchiere Gianni Zonin, sotto inchiesta per falso in bilancio e conflitto d'interessi. E un giudice, il gip Cecilia Carreri, che ordina l'imputazione coatta dell'indagato eccellente sconfessando apertamente l'operato del pm Antonio Fojadelli, che invece aveva chiesto l'archiviazione. La vicenda giudiziaria, assai intricata, è arrivata al capolinea solo nel 2005 con una sentenza di non luogo a procedere nei confronti del presidente della Popolare di Vicenza. A distanza di un decennio, però, le strade di Zonin e del pm che indagò su di lui sono tornate a incrociarsi. Alcuni mesi fa, infatti, Fojadelli, classe 1939, è stato nominato amministratore di Nordest sgr
Corriere della Sera
Lo schema è quello del modello federale. Con una capogruppo in forma di spa posseduta per almeno un terzo del capitale dalle Banche di credito cooperativo aderenti. E sotto le Bcc legate da un «contratto» alla holding capofila che esercita i poteri di indirizzo, stabilisce i criteri prudenziali nel credito e ratifica la nomina della maggioranza dei membri delle banche mutualistiche federate. È questa la direzione in cui sembrano spingere la Banca d’Italia e il Tesoro per l’autoriforma dei 379 istituti con 1,2 milioni di soci che costituiscono il sistema delle Bcc.
La Repubblica
MILANO - L'onda lunga della crisi dei mutui ipotecari sembra non finire mai per le banche Usa, che sono state le responsabili dello scoppio di una bolla capace di trascinare all'inferno la finanza globale e poi innescare pure la crisi economica. La banca d'affari statunitense Morgan Stanley ha patteggiato con l'amministrazione Obama una maxi-multa da 2,6 miliardi di dollari per la vendita di mutui ipotecari che contribuirono ad alimentare ed aggravare la crisi finanziaria esplosa nel 2008.
Il Sole 24 Ore
Cattive notizie per le compagnie assicurative. Secondo l'indagine “ Word insurance Report”, giunto all'ottava edizione, meno del 30% dei clienti delle Compagnie di Assicurazione a livello globale ha avuto una customer experience positiva. I meno soddisfatti sono i giovani. La Generazione Y, ovvero quei consumatori con un'età compresa tra i 18 e i 34 anni che compongono da un quarto ad un terzo della popolazione, in molti mercati, costituisce ormai un segmento di vitale importanza anche per le compagnie assicurative. Eppure questa generazione di esperti tecnologici rappresenta ancora una sfida enorme per gli assicuratori, spesso perché richiedono un altissimo livello di servizio trasversalmente su tutti i canali digitali. Questa fascia di utenti che operano prevalentemente via web è decisamente insoddisfatta dalle esperienze da consumatori effettuate con compagnie assicurative. E' quanto emerge dall'analisi “Voice of Customer” (valutazione effettuata intervistando più di 15mila clienti in 30 paesi attraverso 5 regioni geografiche a proposito della soddisfazione del proprio assicuratore) nel 2014
Corriere della Sera
La Commissione Ue ha deciso di non aprire una procedura contro l’Italia dopo l’analisi della Legge di Stabilità da parte del Collegio dei Commissari. Tuttavia gli «squilibri sono rimasti invariati – ha detto il vicepresidente dell’esecutivo Ue con delega all’euro, Valdis Dombrovskis –, richiedono monitoraggio specifico e decise azioni politiche» ma sono riconosciuti fattori rilevanti. Nessuna procedura nemmeno per il Belgio, la Francia avrà 2 anni di tempo, fino al 2017, per riportare il rapporto fra deficit e Pil sotto il 3%. Il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici ha spiegato che «l’applicazione rigida della regola del debito avrebbe richiesto una correzione troppo brutale, avrebbe messo l’Italia in una situazione economica insostenibile».
la Repubblica
La Rai boccia come "irricevibile" l'assalto di Mediaset alle torri tv. In una lettera di risposta alla Consob, che vuole conoscere le sue idee sull'offerta del concorrente, la televisione di Stato ricorda che resta tuttora in piedi un muro invalicabile, un vincolo preciso.
Il Sole 24 Ore
Un conto sono gli operatori delle torri di tlc, un conto sono quelli del broadcasting. I primi viaggiano a multipli più elevati perchè il business nella telefonia mobile, con l’arrivo della quarta generazione e in prospettiva della quinta, è ancora in espansione, mentre il settore della trasmissione del segnale tv poggia su una tecnologia ormai matura. Nel caso di Ei Towers che nella nottata ha annunciato un’Opas su Rai Way stiamo parlando di torri per il broadcasting, in presenza di un’anomalia, tutta italiana, di due reti parallele a copertura nazionale, a riflettere il sostanziale Far West regolamentare entro il quale nel secolo scorso avevano mosso i primi passi le tv commerciali. Altrove - in Spagna, in Francia ma anche in Uk - l’infrastruttura nazionale è unica. Mettere insieme Ei Towers (1,25 miliardi di capitalizzazione di Borsa pre-annuncio) e Rai Way (950 milioni) avrebbe dunque molto senso sotto il profilo industriale e finanziario. Ma la mossa, per altro verso, pare quasi una provocazione visto che per realizzare l’operazione occorrerebbe che il Governo modificasse il decreto con il quale aveva autorizzato a cedere fino al 49% di Rai Way (non quindi la maggioranza) al momento della quotazione avvenuta a novembre
Corriere della Sera
Il segretario nazionale Fim Ferdinando Uliano, lo descrive come un «accordo storico». Lo stabilimento di Melfi «passa da 15 a 20 turni di produzione, con un totale di mille assunzioni a carattere strutturale, comprese le 700 già effettuate, prima con contratto in somministrazione e poi a tempo indeterminato». L’intesa arriva dopo 9 ore di trattativa tra la direzione del Lingotto e le organizzazioni sindacali Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Aqcf e le rappresentanze sindacali aziendali. «L’accordo - ha spiegato Uliano - costruisce i presupposti per far diventare Melfi lo stabilimento Fca con il più alto numero di occupati in Europa. È storico perché sanciamo per la prima volta nel gruppo Fiat che dopo solo 6 mesi oltre mille lavoratori con contratto a termine vengono trasformati a tempo indeterminato», ha spiegato ricordando come l’investimento di oltre un miliardo di euro annunciato e poi sottoscritto dai sindacati nel 2012 ha consentito la messa in produzione della jeep Renegade e della 500x e oggi l’azienda ha confermato la continuità produttiva nella produzione della Punto.
Milano Finanza
La holding cerca un compratore per la controllata usa cushman&wakefield. La cessione dell'immobiliare frutterebbe 1,4 miliardi. Un'iniezione di denaro che sommato a quello in pancia riporterà la cassaforte degli Agnelli a investire. Assicurazioni e risparmio gestito nel mirino. Una cessione per poi reinvestire. Exor ha deciso di vendere la quota (81%) nella società immobiliare statunitense Cushman&Wakefield (C&W) per poi reinvestire i proventi della cessione, insieme con la ingente liquidità in pancia, in una maxi acquisizione nelle prossime settimane. In[...]
la Repubblica
Il rialzo di Borsa del titolo Fca, che quota in zona 13,8 euro per azione a Piazza Affari, spinge la valutazione del 'gruzzolo' del suo numero uno, Sergio Marchionne. Ieri il manager italo-canadese ha chiuso il piano d'incentivazione triennale 'stock grant', che era stato approvato nell'assemblea del 2012. Un progetto che fidelizzava il manager: se fosse rimasto in sella al gruppo auto, si sarebbe ritrovato in portafoglio 7 milioni di titoli Fiat. Marchionne è rimasto nella sua posizione, ha portato Fiat e Chrysler alle nozze, le ha quotate a Wall Street e con l'annuncio dello scorporo e quotazione di Ferrari ha pure messo benzina nella valutazione del titolo
la Repubblica
Se si voleva toccare con mano cosa succede quando un grande gruppo industriale passa dal controllo da parte di un gruppo di soci che hanno altri interessi (i loro, specie se il controllo è stato acquisito a debito) allo stato di publilc company in cui l’unico interesse di ogni singolo azionista è la valorizzazione del suo investimento, basta guardare Telecom Italia. Conti e piano industriale presentati venerdì scorso a Londra, se confrontati con quelli di quando era sotto il ferreo controllo di Telefonica e dei suoi soci finanziari italiani, non sono andati meglio. Ricavi e margini in declino, debito che ha smesso di scendere. Ma investimenti in crescita, dividendi azzerati per concentrare le risorse sullo sviluppo
la Repubblica
Il consiglio di amministrazione di Ntv ha approvato il nuovo piano strategico con il relativo business plan, e ha nominato Flavio Cattaneo amministratore delegato, conferendogli tutte le deleghe necessarie alla gestione della società. Il precedente ad, Antonello Perricone, mantiene la carica di presidente di Ntv. Il primo impegno sarà risolvere la situazione finanziaria del gruppo. I soci con le quote maggiori (dai fondatori Luca Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo per arrivare a Intesa Sanpaolo, Generali e le ferrovie francesi) hanno tempo fino a marzo quando scade la moratoria sul debito (pari a una esposizione con le banche di 675 milioni) concessa prima di Natale per devidere come ricapitalizzare la società. Le cifre sul tavolo sono nell'ordine dei 50 milioni di euro
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Tra i titoli in luce sul principale listino milanese quelli bancari con Ubi Banca in rialzo dello 0,50%, Bpm del 2,26%, Bper del 2,38%, Intesa Sanpaolo del 2,36%, Unicredit dell'1,98%, Mps del 2,11% e Banco Popolare dell'1,18%, dopo avere fatto sapere di rispettare i ratio patrimoniali minimi richiesti dalla Bce. Al 31 dicembre scorso, infatti, il common equity tier 1 ratio è risultato pari all'11,9% e il total capital ratio al 14,6%. Quanto a Mediobanca (+1,98% a 8,225 euro), una fonte vicino ai soci ha fatto sapere che il patto di sindacato su cui poggia l'attuale assetto di governo potrebbe essere sciolto il prossimo settembre. Inoltre, l'orientamento principale in vista delle modifiche statutarie sarebbe quello di ridurre da 18 a 15 i membri del board e da 5 a 3 i manager nel board. In calo Enel (-0,44% a 4,03 euro) dopo che ieri sera il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha dato mandato a cedere il 5,74% del capitale, a un prezzo non inferiore a 4 euro, per un incasso atteso di 2,2 miliardi.
La Repubblica
MILANO - Ore 16:45. I listini europei si muovono in cauto rialzo, dopo una giornata di prese di beneficio nel mezzo di un periodo positivo, che ha portato lo Stoxx Europe 600 ai massimi dal 2007 e a registrare una crescita del 13% da inizio anno ad oggi. Le azioni globali, tracciate dal Msci World Index, sono ai massimi di sempre. Le aspettative per il Quantitative easing della Bce sono state più forti dell'apprensione per la situazione in Grecia, e nelle ultime settimane anche alcuni indicatori economici hanno iniziato a mostrare che sul Vecchio continente il tempo potrebbe volgere al sereno, anche se la cautela è più che d'obbligo dopo la peggior recessione mai conosciuta. Una serie di combinazioni che portano anche a grandi vantaggi per il Tesoro, che continua a registrare minimi storici nelle sue aste.
Morningstar
“Costi 2.0” è la proposta di Morningstar per una innovativa rappresentazione delle spese ai clienti. Le commissioni rimangono un’area opaca e allo stesso tempo cruciale per gli investitori in fondi per diverse ragioni. Innanzitutto, è difficile districarsi nella giungla di classi, che sono proliferate negli ultimi anni senza uno standard che le identificasse (ad esempio, sono usate differenti lettere o combinazioni di lettere). In secondo luogo, il successo dei prodotti passivi, rende sempre più difficile per i gestori attivi giustificare fee elevate e i bassi tassi di interesse fanno sì che sia arduo generare buone performance nel reddito fisso. Infine, la ricerca Morningstar mostra che le soluzioni più economiche tendono a sovra-performare quelle più esose nel tempo. Obiettivo della proposta è rendere i profili commissionali facili da comprendere, confrontare e rilevanti per gli investitori. I promotori, John Rekenthaler e Paul Ellenbogen, rispettivamente vice president della ricerca di Morningstar e director board consulting services di Morningstar Investment Management, suggeriscono tre passaggi.
Milano Finanza
Il mercato si aspetta grandi cose sul fronte dei finanziamenti a leva per quest'anno in Italia, come ha scritto oggi MF-Milano Finanza anticipando un sondaggio (condotto tra 300 manager europei che operano nel settore del debito) appena pubblicato dallo studio legale internazionale Dla Piper (in collaborazione con The Lawyer Research Service) in tema di acquisition finance debt.
la Repubblica
O ra ci si mette anche il virus Ebola. La African Mineral, megagruppo sudafricano dei minerali ferrosi, è finita in pre-fallimento perché ha dovuto fermare per l’epidemia la sua principale miniera di ferro, a Tonkolili in Sierra Leone. Ma già il business andava malissimo per il crollo di prezzo del minerale. Il valore dell’azione a Londra si è azzerato e il titolo è stato sospeso. P oi è stato riammesso la settimana scorsa e qualche scambio è ripreso, ma la African Mineral è ormai fuori mercato come tanti altri gruppi del settore. Tecnicamente, l’azienda ha mancato il pagamento di un coupon da 17 milioni di dollari su un bond da 400 milioni per la rottura dell’alleanza con la cinese Shandong Iron and Steel che ne possiede il 25%. Ora va ad aggiungersi alla nutrita lista delle compagnie vittima della crisi delle commodities. I maggiori gruppi del pianeta - i colossi angloaustraliani Rio Tinto e Billiton, l’altra africana Glencore, gli stessi cinesi di Shandong - vedono i loro profitti assottigliarsi, riducono operazioni e personale, programmano fusioni e acquisizioni. Sopravvissute a decenni di attacchi da parte degli speculatori, della concorrenza nonché degli ecologisti di tutto il pianeta (Rio Tinto prende il nome dagli acidi che coloravano il fiume Huelva in Spagna vicino alla prima miniera di rame e argento del gruppo nel XIX secolo), le Big del settore vengono piegate da una crisi di valori senza precedenti praticamente di tutti i beni quotati.
l'Espresso
La banca è stata parte del gruppo Assicurazioni Generali fino a luglio 2014, poi ceduta ai brasiliani di Btg Pactual che sono presenti anche nell'azionariato del Monte del Paschi. Nella lettera si descrive la nuova operatività dei conti correnti, con «validità immediata». I prelevamenti in contanti saranno possibili solo per i clienti che hanno fornito prova della «conformità fiscale» alle norme italiane o che abbiano già iniziato un percorso di regolarizzazione: i primi potranno prelevare fino a 100 mila euro a semestre, i secondi fino al 30 per cento degli attivi con un massimo di 50mila euro. Per i clienti non conformi, neanche un centesimo. Una limitazione che ha tutte le sembianze di un sequestro
Milano Finanza
Dopo la Svizzera, il segreto bancario cade anche in Liechtenstein. Oggi il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e il suo equivalente in Liechtenstein, Adrian Hasler, hanno firmato l'accordo in materia di scambio di informazioni ai fini fiscali che, analogamente a quanto avvenuto con la Svizzera, pone fine al segreto bancario nel Principato. I due ministri hanno firmato anche un protocollo aggiuntivo in materia di richieste di gruppo e una dichiarazione congiunta con la quale i due Paesi confermano il reciproco impegno ad applicare lo scambio automatico di informazioni sulla base dello standard globale Ocse dal 2017
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Mercoledì, per la prima volta in un'asta, i tassi dei titoli di Stato tedeschi con a scadenza a 5 anni sono scivolati in territorio negativo. Oggi i Bund tedeschi offrono rendimenti negativi (si paga per prestare denaro) fino alla scadenza di 7 anni. Ma perché un investitore accetta un onere finanziario per acquistare un debito? Provando a fare luce su questi interrogativi, ci si accorge che è possibile spiegare questo (apparente) paradosso. Le prospettive di crescita economica restano deboli - anche se gli ultimi dati hanno aperto qualche spiraglio - e per i prossimi anni la maggior parte degli investitori si aspetta un periodo di bassa inflazione se non proprio di deflazione. Se queste attese venissero confermate, acquistare debito a rendimenti negativo - ma comunque super-garantito come può essere un titolo di Stato tedesco - potrebbe trasformarsi in un guadagno. Ipotizziamo di aver acquistato un titolo a 3 anni con rendimento negativo dello 0,2%. Se, da qui al 2018, i prezzi diminuissero mediamente dello 0,3% annuo, avremmo ottenuto un guadagno lordo dello 0,1 per cento. Non molto, ma in periodi dominati da incertezza e “tassi zero” come quelli che stiamo vivendo, potrebbe essere abbastanza per decidere di scegliere questa strada di investimento.
L'Espresso
Nella zona industriale di Matera, a una manciata di chilometri dai Sassi più famosi d’Italia, lo ripetono tutti. Il distretto del divano, qui, è diventato grande guadagnando sul cambio tra lira e dollaro, mica sul valore del prodotto. Altri tempi. Erano gli anni Ottanta, un’aziendina di nome Natuzzi diventava un colosso mondiale dei sofà e intorno fiorivano fornitori e concorrenti che avrebbero dato vita a una delle più importanti zone industriali del Sud. Poi arriva l’euro, addio a ogni taumaturgica svalutazione della lira e il distretto si rimpicciolisce. In quindici anni ha perso metà degli occupati, che oggi viaggiano attorno ai 1.500. Da qualche mese, però, nella città lucana è tornato l’entusiasmo. Nascosti in decine di laboratori disseminati in periferia, tagliatori di pelli e sarte sono tornati al lavoro. «Sembrano un po’ i vecchi tempi, quando vendevamo il primo divano in pelle per la classe media americana», sorride il presidente del distretto, Donato Caldarulo, mentre dall’ufficio guarda le colline pietrose dell’altopiano murgese. Forse esagerato, il paragone è però sintomatico del cambiamento. ABBONAMENTO
Morningstar
Non basta sistemare il tassello “Grecia” per rimettere in piedi l’Europa. E’ vero che l’accordo per estendere di quattro mesi il piano di finanziamenti alla Grecia, per dirla con uno studio degli analisti dell’agenzia di rating Fitch, “riduce significativamente il rischio di breve termine di un breakdown nelle relazioni tra il governo greco e i paesi creditori” (tuttavia il report dice anche che non risolve appieno le incertezze sulle capacità di finanziamento del paese e delle sue banche, né garantisce una continuazione con successo delle trattative). Ma è anche vero che apre nuove questioni che riguardano sia Atene che il resto del Vecchio continente.
Il Sole 24 Ore
La Spagna ha stupito tutti. Società di ricerca, professori universitari, analisti delle grandi banche, think tank, istituzioni internazionali, esperti della Commissione europea e lo stesso governo di Madrid. Nessuno aveva previsto che l’economia spagnola si sarebbe tanto rafforzata nel corso del 2014 da arrivare a chiudere l’anno con un incremento del Pil dell’1,4 per cento. Tutti erano rimasti cauti con dati sotto l’1,1% sottostimando la ripresa di un Paese che veniva da sei anni di recessione quasi continua. Tra gli oracoli meno attendibili, l’Ocse aveva indicato un aumento dello 0,4%, l’Economist si era fermato allo 0,1%, mentre per il Fondo monetario internazionale il Pil avrebbe dovuto restare addirittura invariato, con una crescita nulla.
la Repubblica
I l 2014 è stato l’anno boom dei contratti di rete. Una formula prevista dalla legge che lega fra loro un gruppo d’aziende che, pur mantenendo la propria indipendenza, siano accomunate da uno scopo comune. Si può fare rete per superare la crisi e diventare fornitori di primo grado dei grandi marchi della moto e dell’auto come ha fatto Racebo, composta da 14 aziende emiliane, venete e lombarde per un totale di 170 milioni di ricavi. Oppure per esportare i propri prodotti in Polonia, Germania e Gran Bretagna come è il caso delle 8 imprese agroalimentari accomunate dal marchio Manna Gusto Sardegna. Mentre 11 aziende del varesotto hanno aderito alla rete Giunca allo scopo di fornire servizi per il welfare ai 1.700 dipendenti e ai loro famigliari. Insomma, i motivi per fare rete sono tanti. Il fatto nuovo è che, gettandosi alle spalle il loro individualismo, gli imprenditori italiani piccoli e medi, abbiano deciso di ricorrere massicciamente alla nuova formula. I dati elaborati da Infocamere non lasciano dubbi: nei dodici mesi conclusi il 1° febbraio 2015 sono stati stipulati 1.969 contratti di rete da parte di 9.842 aziende. Rispetto allo stesso periodo del biennio 2013-2014 si registra un aumento superiore al 40% sia dei contratti sia delle imprese coinvolte. A tirare la volata sono state la Lombardia con 2.136 imprese quindi l’Emilia Romagna (1.169) e la Toscana poco sopra quota mille.
COMMENTI
La Voce — Michele Polo
Lasciamo fuori, per una volta, la politica, modo sicuro per “buttarla in caciara” e perdere i contorni delle diverse operazioni. E invece adottiamo una ottica antitrust, visto che su entrambe le operazioni sarà l’Autorità garante a doversi pronunciare. Partiamo dalle torri di Rai Way. L’idea di creare un unico operatore per la trasmissione del segnale televisivo non è certo nuova: in Inghilterra abbiamo Arqiva, in Francia TdF, analoga situazione in Spagna. Le ragioni di efficienza sono evidenti, dal momento che non è necessario avere più di una rete di trasmettitori per coprire adeguatamente il territorio nazionale. Oggi le reti di Rai Way e di Elettronica Industriale Tower sono in larghissima parte sovrapposte e servono lo stesso territorio. Da questo punto di vista, i guadagni di efficienza di una unione delle due reti si sostanzierebbero principalmente nella rimozione delle torri che duplicano il servizio di trasmissione, e solo in parte minore in un coordinamento tra le due vecchie reti per un segnale migliore
Il Sole 24 Ore — Fabrizio Galimberti
«Davanti a questa troika che galoppa precipitosa, tutti i popoli si trarranno rispettosamente da parte» (il procuratore Ippolìt Kirillovich, in “I fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij). Anche il primo ministro greco, che tuonava contro l'odiata troika (Commissione Ue, Fmi, Bce), si è dovuto alfine tirar da parte, pur se ha ottenuto che la mala parola fosse sostituita, nel comunicato, da «istituzioni». Nulla di nuovo, dunque? La vicenda europea si consuma solo in un logorante scontro/confronto fra i carnefici e le vittime dell'austerità? I polli di Renzo si beccano, l'equipaggio si limita a riordinare le sedie a sdraio sul ponte del Titanic, mentre l'economia affonda? Fortunatamente no. Sulla scena europea c'è un palcoscenico dove si agitano attori e comprimari, ma fuori dai riflettori c'è molto di più. Ci sono le correnti profonde dell'economia, sorde ai chiacchiericci del Palazzo e mosse da istinti - gli ”spiriti animali” - più che da pensose analisi e accorate esortazioni. Gli economisti studiano da secoli il ciclo economico e sanno (quasi) tutto su come si dipanano fasi discendenti e fasi ascendenti. Ma sanno poco del punto di flesso, quel momento misterioso quando il bicchiere mezzo vuoto diventa mezzo pieno e la fiducia torna sul ponte di comando
INTERNAZIONALE
Financial Times
Brussels has granted a reprieve to France and Italy after they broke EU budget rules, underlining the bloc’s readiness to bend fiscal regulations in the search for economic growth. While the European Commission decided against making an example of France as the first state to be fined under the EU’s tougher budget regime, it signalled that Paris remains the eurozone country in most need of remedial measures to put its public finances in order.
Financial Times
Markets have entered a sort of Wonderland this year in which up is down and black is white. Negative bond yields, an anomaly some traders say they never expected to see in their lifetime, have spread across Europe, offering investors a guaranteed loss on their money if they hold a bond to maturity. These are more than just numbers on a screen. Germany has now followed in the footsteps of Finland by selling five-year debt at a negative yield. Investors paid €100.39 per €100 worth of paper with no income payments, accepting a yield of minus 8 basis points on their money.
Financial Times
The Bank of England has officially called time on the days when a raise of the governor’s eyebrows sufficed to influence banks’ behaviour. The central bank’s move to improve transparency is part of an overhaul of how it interacts with the City of London following its embroilment in the foreign-exchange rigging scandal. “The days when ‘constructive ambiguity’ was seen as a helpful foil for central bankers are behind us,” Minouche Shafik, the BoE’s deputy governor for markets and banking, will say in a speech on Thursday evening. “Governors’ eyebrows and fireside chats are no match for a clearly communicated framework in which information will be gathered and decisions made.”
Cityindex e NYT
While it was an improvement on the £9 billion lost during the year before, it was a major cause for concern. RBS is 79 per cent-owned by the British taxpayer following the government's rescue plan in 2008 and was hit significantly by the sale of its US business. This transaction was subject to a £4 billion writedown. Despite the poor performance, a number of high ranking RBS staff members will still receive a share of a £421 million bonus pot. The fund, 21 per cent smaller than in 2013, has come in for criticism with many arguing that RBS staff should not claim a bonus while the bank is still struggling at the taxpayers' expense.
Fortune
JPMorgan Chase’s CEO Jamie Dimon wants investors and regulators to know that his bank is not about risky whale-sized derivatives trading. What is JPMorgan Chase really about? Serving regular Americans, who love dogs. On Tuesday, at JPMorgan’s annual investor day, Dimon stressed how dog-friendly the bank’s branches are. “Around the country, people bring in their dogs and sit around for social reasons,” said Dimon. “We give out little doggie bones.”
Fortune
JPMorgan executives are the latest top bankers to claim they want to be more George Bailey than, well, J.P. Morgan. These days, JPMorgan is emphasizing dog treats over derivatives. On Tuesday, at the bank’s annual investor day, when CEO Jamie Dimon took the mic, one of the first things he told investors to do was check out one of the bank’s branches. “Around the country, people bring in their dogs and sit around for social reasons,” said Dimon. “We give out little doggie bones.”
TECNOLOGIA
ANSA
Google punta a entrare nel settore business rendendo gli smartphone con sistema operativo Android più adatti al mondo del lavoro. La compagnia ha annunciato il programma 'Android for Work', che migliora la sicurezza e la gestione dei telefonini in ambito aziendale. Le applicazioni lavorative saranno divise da quelle personali, dando agli utenti la certezza che "il datore di lavoro gestirà unicamente i dati legati alle app di lavoro e non cancellerà o neppure vedrà i loro contenuti personali".
Wired
Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il gigante californiano del tech Google avrebbe raggiunto un accordo con il fisco italiano e sarebbe stato quindi pronto, con un assegno da 320 milioni di euro, a mettere fine al contenzioso sui vantaggi fiscali di cui avrebbe goduto in passato: un imponibile da 800 milioni prodotto in Italia tra il 2008 e il 2013. Secondo le contestazioni, i profitti della raccolta pubblicitaria nel nostro paese erano registrati all’estero. Non arrivano però conferme ufficiali da Guardia di finanza e magistratura, mentre da Google Italia arriva una smentita ufficiale: “La notizia non è vera, non c’è l’accordo di cui si è scritto. Continuiamo a cooperare con le autorità fiscali“. L’ipotesi di conciliazione annnunciata dal quotidiano e poi ritirata da Google sarebbe stata raggiunta senza aspettare il cambiamento normativo del prossimo decreto legislativo fiscale, che dovrebbe sottrarre a rilevanza penale l’abuso di diritto, ovvero il vantaggio che deriva dall’applicazione formale delle norme, e senza procedere a oltranza in una guerra per far valere le proprie posizioni. Secondo quanto scrive il Corriere, all’intesa sarebbero arrivati “penalisti, tributaristi, magistrati e Gdf, con la regia legale della professoressa Paola Severino”.
Wired
Chi guida questa guerra al contante in Europa? Prima di tutto, i bonifici: quasi 225 miliardi di euro di controvalore scambiato nel 2013. Poi le carte di pagamento: bancomat e carte di credito oggi producono meno dell’1% dei pagamenti nell’Unione Europea, ma la crescita è tale che nel giro di tre anni (ovvero, entro il 2018) i pagamenti effettuati con questi strumenti saranno più di 100 miliardi. Secondo Massimo Doria, responsabile della divisione strumenti e servizi di pagamento al dettaglio per la Banca d’Italia, alla luce di questi dati e della diffusione degli strumenti di pagamento elettronici, “diviene necessario un diverso approccio alla leva regolatoria, più flessibile e dinamico, per assicurare condizioni di certezza e parità competitiva a vantaggio delle imprese, delle pubbliche amministrazioni, dei consumatori finali e della stessa industria finanziaria”.
ANSA
(ANSA) - ROMA, 26 FEB - YouTube ha oltre un miliardo di utenti mensili ma non genera utili. Lo scrive il Wall Street Journal, riportando le indiscrezioni di due persone a conoscenza dei dati finanziari della piattaforma di Google. Stando al quotidiano, YouTube nel 2014 ha generato 4 miliardi di dollari di ricavi a fronte dei 3 miliardi del 2013, grazie a una maggiore raccolta pubblicitaria. Eppure, tolte le spese per i contenuti e l'infrastruttura tecnologica, la società "è più o meno in pareggio".
Wired
Microsoft rimuove il supporto a Google Talk e a Facebook Messenger su Outlook.com. La compagnia lo ha annunciato in queste ore, in un’email rivolta agli utenti iscritti al servizio: il supporto ai due sistemi di messaggistica istantanea terminerà tra pochi giorni. Finora gli utenti potevano gestire le proprie email e navigare internamente al sito disponendo di un pratica sezione che racchiudeva i servizi di instant messaging più usati: Google Talk, Facebook e l’autoctono Skype. Si trattava di un sistema vantaggioso tanto per gli iscritti, che potevano gestire le loro comunicazioni da un unico hub in cloud, quanto (finora) per Microsoft, i cui utenti non avrebbero avuto bisogno di lasciare Outlook.com neppure per rispondere ad amici e colleghi sulle altre chat.
L'Espresso
A chi utilizza ancora con frequenza il proprio cellulare per inviare un messaggio sms, i risultati ottenuti nel 2014 da Facebook dovrebbero dar da pensare. Nell’anno appena concluso il più famoso tra i social network ha visto provenire il 69 per cento del proprio fatturato (pari a 12,4 miliardi) dal mercato mobile, su cui ormai si attestano i quattro quinti degli utenti attivi e gran parte degli introiti pubblicitari. Questo spiega perché qualche mese fa Facebook ha acquisito WhatsApp, la società creatrice dell’omonimo programma di messaggistica istantanea per telefonino (il cosiddetto “instant messaging”), per la cifra record di 19 miliardi di dollari.
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