HOME PAGE | LE NEWS DI OF | VIDEO | OFNEWS | MAGAZINE DI OF | CLASSIFICHE | OFTRAVEL Untitled | Log In | Log Out | Registra 
 OSSERVATORIO FINANZIARIO |  HOME BANKING | MUTUI | IMMOBILIARE | PRESTITI | CONTI CORRENTI | PREPAGATE | INVESTIMENTI

Banner 728x90
Per disattivarsi dalla mailing list OFNEWS clicca qui – Per iscrivere un amico clicca qui – Per comunicare con la redazione clicca qui
OF NEWS E' ORA IN VERSIONE MOBILE
CLICCA QUI!
Oppure visita dal tuo dispositivo mobile www.ofnews.tv
Compatibile con iPhone, iPad, Android e BlackBerry. Se leggi questa newsletter in versione cartacea, puoi usare il qrcode per accedere alla versione mobile.
USCITA DI VENERDì 29 LUGLIO 2016
COVER STORY
Il Sole 24 Ore
Secondo quanto emerge dal rapporto 2016 «Dati cumulativi delle principali banche internazionali» di R&S Mediobanca, nel 2015 la percentuale di crediti dubbi netti sul totale dei crediti nel nostro Paese era all'8,2%, contro un livello medio europeo pari al 2% (1% in Germania, 1,2% in Spagna, 1,5% nel Regno Unito e 1,7% in Francia). La situazione del nostro paese, tuttavia, migliora considerando altre voci, come le esposizioni "forborne" (quelle che hanno ottenuto modifiche contrattuali rispetto alle condizioni originali di finanziamento), che in Italia sono il 9,7% dei crediti dubbi lordi contro il 26% medio in Europa (40,1% in Germania, 27,5% nel Regno Unito, 84,8% in Spagna, 12,6% in Francia). Gli istituti italiani sono anche meno esposti ai cosiddetti attivi di "Livello III" (sostanzialmente costituiti da asset illiquidi, privi di mercato e in quanto tali valutati in modo discrezionale dai singoli istituti)
la Repubblica
L'Autorità Bancaria Europea (Eba) annuncerà domani sera l'esito degli stress test, gli esami sullo stato di salute delle 51 principali banche europee. L'Italia guarda con particolare trepidazione ai risultati, che rischiano di esporre le fragilità del Monte dei Paschi di Siena innescando un processo di ricapitalizzazione. In un'intervista a Repubblica, Andrea Enria, presidente dell'Eba, invita a non trattare gli stress test come una "sentenza", ma dice che la trasparenza è il "miglior disinfettante" contro i dubbi degli investitori. Enria si difende dalle accuse che questo esercizio penalizzi in maniera particolare le banche italiane e si auspica che un esercizio simile venga svolto anche per gli istituti di credito più piccoli, in Italia e altrove.
ECONOMIA & FINANZA
Il Sole 24 Ore
Una raccolta di capitale fresco più limitata, nell’ordine di 2,5-3 miliardi di euro. A cui si aggiungerebbe invece una parziale conversione in azioni di strumenti obbligazionari subordinati (Additional tier 1) e un’azione di revisione della gestione delle passività (liability management). Si poggerebbe su questi pilastri, a quanto risulta al Sole 24Ore, il piano alternativo per il Monte targato Ubs-Passera. Un piano - a cui avrebbero lavorato l’ex capo di Intesa Sanpaolo e il top manager di Ubs Andrea Orcel nel corso delle ultime settimane - il cui valore complessivo si aggirerebbe comunque sui 5 miliardi di euro. E che sarebbe “montato” comunque sull’architrave costituita dall’operazione di cartolarizzazione sviluppata con Atlante. Nel disegno della banca d’affari svizzera e dell’ex numero uno di Intesa Sanpaolo - che nel piano assumerebbe il ruolo di nuovo Ceo - sarebbe salva la trasformazione dei 27 miliardi lordi di sofferenze del Monte in tranche equity, mezzanine e senior di obbligazioni Abs.
La Voce
La situazione del Monte dei Paschi di Siena ha imposto all’attenzione pubblica l’idea del “bail-in”, in virtù del quale le perdite delle banche devono ricadere (almeno in parte) su alcuni creditori, specialmente quelli subordinati, invece di essere addossate allo Stato ricapitalizzando gli istituti in difficoltà con risorse pubbliche – il cosiddetto bail-out. Il bail-in può essere preferibile al bail-out per varie ragioni. Dare garanzie pubbliche ai creditori delle banche in caso di fallimento distorce la concorrenza tra gli istituti di credito dei vari stati dell’Unione Europea. Tali garanzie comportano un uso controverso dei fondi pubblici, danno incentivi sbagliati alle banche e contribuiscono a determinare il circolo vizioso tra banche e stati nazionali che ha messo a dura prova la stessa integrità dell’area dell’euro nel 2011–12. Nella sua azione a tutela della concorrenza, la Commissione europea ha il mandato di combattere e limitare la concessione di aiuti di Stato a imprese e banche. Nel maggio 2014 l’Unione Europea ha poi adottato la Bank Recovery and Resolution Directive (Brrd), secondo la quale il bail-in è l’opzione-base in caso di fallimento di una banca
Il Sole 24 Ore
Atlante II intende comprare le sofferenze delle banche italiane a un prezzo fino al 32 per cento del valore originario. Un livello ben più elevato di quello che oggi i fondi di investimento sono disposti a concedere, ma comunque ritenuto «compatibile» con un rendimento atteso del 6 per cento. E per fare tutto questo, il fondo guidato da Alessandro Penati avrà una potenza di fuoco che oscillerà tra una size minima di 1,25 miliardi (già potenzialmente superata) e una massima che potrà salire fino a 5 miliardi di euro. Sono solo alcune delle linee guida contenute nel business plan di Atlante II. Il documento riservato e diffuso ai potenziali sottoscrittori, di cui Il Sole 24 Ore è venuto in possesso, illustra le caratteristiche, le prospettive finanziarie e le modalità operative del fondo. Cinquantotto pagine che descrivono quali sono le potenzialità dell’investimento in strumenti finanziari quali le tranche junior e mezzanine, realizzate cartolarizzando Npl che potranno provenire da una «pluralità di banche italiane».
Il Sole 24 Ore
Per mettere in piedi il consorzio di garanzia, infatti, la banca potrebbe riconoscere alle banche d’affari una commissione che oscilla tra il 4 e il 4,5% sul totale dell’importo dell’aumento di capitale fino a 5 miliardi. In soldoni si tratta di 200-225 milioni di euro. Il pagamento della ‘fee’, viene precisato in ambienti vicini all’operazione, è condizionato al successo dell’aumento di capitale. Per la ricapitalizzazione da 5 miliardi del 2014 la banca aveva speso altri 260 milioni di euro.
Morningstar
Gli analisti di Morningstar confermano il rating Neutral per Pioneer Investments dopo l’annuncio che le nozze con Santander asset management (AM) non si faranno più. Che l’integrazione non fosse facile, era già emerso in una precedente nota del team di ricerca firmata da Francesco Paganelli e Javier Saenz De Cenzano (8 maggio 2015), nella quale si diceva che il processo sarebbe stato lungo e non semplice da gestire a causa di alcune “decisioni critiche” da prendere, tra cui la ridefinizione della gamma e l’assegnazione delle posizioni nel team di investimento e la presenza globale della nuova entità. L’accordo preliminare annunciato ad aprile 2015 lasciava molti punti in sospeso; successivamente era stato siglata (11 novembre dello stesso anno) un’intesa vincolante, che ieri (mercoledì 27 luglio) Unicredit, insieme a Banco Santander e Sherbrooke Acquisition Corp, ha annunciato di terminare, “in assenza di una soluzione praticabile in tempi ragionevoli” per soddisfare i requisiti regolamentari necessari per completare l’operazione.
Milano Finanza
Luigi Berlusconi entra come consigliere non esecutivo in Banca Mediolanum . Il figlio minore di Silvio Berlusconi sostituisce Antonio Maria Penna che si è dimesso lo scorso 19 maggio. In realtà si tratta di un ritorno perché Berlusconi junior nel 2007 aveva fatto il suo ingresso nel cda dell'allora Mediolanum spa. Il gruppo guidato dall'ad, Massimo Doris, ha anche approvato i conti del primo semestre, archiviato con un utile netto di 170,3 milioni di euro, -25% rispetto al risultato del primo semestre dell'anno scorso. Il totale delle masse gestite e amministrate è salito a 71.520 milioni di euro (+2% sul giugno 2015 e +1% rispetto al saldo di fine 2015). Mentre il Common Equity Tier 1 Ratio è risultato pari al 20,2%.
Milano Finanza
Banca Ifis ha reso noto al mercati di aver sottoscritto con Ge Capital il contratto per acquisire 99,99% di Ge Capital Interbanca per 160 milioni di euro. E' previsto un meccanismo di adeguamento del prezzo tra il 31 dicembre 2015 e il momento del closing. L'operazione non prevede un aumento di capitale ma il rimborso integrale del debito di Ge Capital Interbanca nei confronti di Ge Capital. L'operazione, scrive Banca Ifis , guidata da Sebastien Egon Fürstenberg, serve per rafforzare la struttura per diventare l'operatore italiano leader nella specialty finance dedicato al supporto finanziario alle micro, piccole e medie imprese italiane (dalla finanza iniziale fino al restructuring e ai nonperforming loans).
Il Sole 24 Ore
Taglio di tremila posti di lavoro e di centinaia di agenzie. Lloyds bank raddoppia gli utili nel primo semestre rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ma accelera sulla ristrutturazione, aggiungendo nuove riduzioni di personale al piano annunciato nel 2014 che già prevedeva 9mila licenziamenti. Raddoppiano anche le chiusure delle agenzie. Due anni fa era stata programmata l'eliminazione di 200 branches, ma il ceo Antonio Horta Osorio nel presentare i conti di metà anno ha confermato di volerne chiudere altrettante. La performance del gruppo non lo giustifica, non solo per via di utili che a 2,5 miliardi di pound sono il doppio di quelli dei primi sei mesi dell'esercizio 2014-2015, ma anche perché sembra essere cessata l'emorragia delle assicurazioni-truffa – i cosiddetti PPI - che Lloyds, come tante altre banche del Regno Unito, aveva piazzato a clienti ignari. L'istituto guidato da Horta Osorio ha già liquidato 16 miliardi di sterline per far fronte alle contestazioni sui PPI.
Il Sole 24 Ore
Su Deutsche, che in Italia ha la più forte presenza europea al di fuori della Germania, incombono però anche altre incognite prima di poter risalire la china. Gli esiti degli stress test europei, ai quali secondo gli analisti Deutsche potrebbe essere vulnerabile, sono attesi venerdì. Questo dopo che le sue attività statunitensi sono già state di recente bocciate dalla Fed e che l’Fmi l’ha nei fatti battezzata come la banca più pericolosa per la stabilità dell'intero sistema finanziario globale richiedendo una maggior supervisione. L’istituto ha inoltre reso noto di essere impegnato in negoziati con le autorità federali americane per risolvere entro l'anno uno dei due grandi scandali legali - l’altro riguarda le attivita' in Russia - che ancora la affliggono: quello su vaste irregolarità legate ai mutui negli Stati Uniti, una saga per la quale altre grandi banche hanno ormai versato risarcimenti e penali multimiliardarie, ultima Goldman Sachs con 5,1 miliardi di dollari. Deutsche ha oggi riserve legali per circa 5,5 miliardi, aumentate di altri 120 milioni nel secondo trimestre.
il Fatto Quotidiano
Dalle parole ai fatti nel giro di 48 ore. L’affaire Mediaset-Vivendi finisce davanti ai giudici. Non solo quelli civili, di solito deputati a sciogliere i nodi di controversie simili, ma anche penali. Sì perché Mediaset è pronta ad agire in sede civile e penale per far rispettare il contratto sulla pay-tv. Il Biscione è passato al contrattacco al termine del cda sui conti semestrale. I francesi avevano deciso di non acquisire più l’intera partecipazione nella pay tv Premium, ma solo il 20%, confermando lo scambio del 3,5% del capitale di Vivendi e del 3,5% del capitale di Mediaset come indicava l’accordo dello scorso aprile, ma puntando ad arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Cologno attraverso un prestito obbligazionario convertibile. Mediaset sull’analisi dei risultati di Premium aveva prontamente precisato che essa era avvenuta “prima della firma, come accade prima di ogni assunzione di impegni”. Il riferimento sembra al rosso dei conti di Premium, di 85 milioni di euro nel 2015 e di 63 milioni nel primo trimestre
la Repubblica
"International Media Holding insieme a Diego Della Valle (Di.Vi.) e a Pirelli ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la decisione della Consob in merito alla mancata sospensione cautelare dell'Opas promossa da Cairo Communication su Rcs". Lo ha reso noto Diego Della Valle, annunciando una nuova azione per ottenre la "chiarezza" invocata dall'imprenditore marchigiano circa l'Offerta pubblica di acquisto e scambio che ha portato via Solferino nelle mani di Urbano Cairo, la cui proposta è stata premiata rispetto all'Offerta pubblica d'acquisto dei soci storici. Dopo la chiusura dell'operazione, a dispetto delle prime dichiarazioni che sembravano aprire a una conclusione normale dell'Offerta con gli sconfitti pronti a defilarsi, il clima si è acceso e la cordata guidata da Andrea Bonomi, che ha riunito Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai, ha depositato un esposto alla Consob per chiedere lumi sul periodo dell'Offerta e i relativi movimenti di pacchetti di titoli. Copie dell'esposto sono state portate anche alla Procura di Milano, che ha aperto un fascicolo pur senza indicare indagati o reati ipotizzati.
la Repubblica
Conti in crescita, al punto di alzare le stime per il 2016. E accelerazione del progetto banda larga. Il consiglio di amministrazioen di Enel si è mosso ieri su due fronti, quello finanziario e quello industriale. L'ex monopolista elettrico ha dato nuovi obiettivi per il bilancio di fine anno: prevede ora un ebitda di 15 miliardi di euro (da 14,7 miliardi indicati in precedenza) e un utile netto a 3,2 miliardi (da 3,1 miliardi). Tutto questo è possibiole grazie ai numero dei primi sei mesi dell'anno. Enel ha chiuso il primo semestre del 2016 con ricavi in calo del 9,3% a 34,15 miliardi per effetto dei minori ricavi da vendite di energia elettrica nei mercati maturi, delle minori attività di trading, dell'effetto cambi negativo e della minor incidenza delle partite straordinarie
l'Espresso
Disservizi, tecnologia obsoleta, ritardi nei collegamenti. E, in molti casi, appalti assegnati con procedure poco trasparenti. Come raccontiamo nell'inchiesta in edicola venerdì 29 luglio, e online su Espresso+ , in viale Mazzini, da almeno tre anni, si stilano rapporti che evidenziano carenze e anomalie e che finiscono regolarmente protocollati e approvati. Durante la gestione di Luigi Gubitosi, direttore generale nel triennio 2012-2015, il capo dell’organo di controllo interno Gianfranco Cariola ne ha redatti ben 37. Di questi circa una ventina con “carenza grave o medio-grave” a causa di irregolarità nei bandi di gara, assenza di verifica sui fornitori, mancata trasparenza. Nessuno dei 37 audit, però, è stato mai trasmesso da Rai alla Procura della Repubblica.
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
A Piazza Affari hanno sofferto particolarmente gli istituti di credito, che hanno risentito dell’approssimarsi degli stress test di domani. Nel dettaglio, Bpm ha ceduto il 4,6%, il Credem il 4,1%, il Creval il 4%, Unicredit il 3,7%, Banca Carige il 3,2%, Bper il 3,1%, Intesa Sanpaolo il 3%, il Banco Popolare il 2,9% e Mediobanca (-1,2%). In controtendenza Mps , che ha guadagnato lo 0,1%. Tra i finanziari, raffica di vendite su Azimut (-9,4%): un analista ha riferito a MF-Dowjones che nel secondo trimestre "l'utile netto è stato sostanzialmente in linea alle attese" mentre i ricavi "hanno superato le aspettative". Tuttavia, ha proseguito l'esperto, questi elementi positivi sono stati oscurati dai costi operativi che sono andati molto male rispetto alle stime. Seduta in forte calo anche per Exor (-3,4%), Unipol (-3,2%), UnipolSai (-1,7%) e Anima (-1,5%).
Morningstar
Sono quattro i fondi che hanno ricevuto per la prima volta il Morningstar Analyst rating a giugno e sono disponibili in Italia. Si tratta di Eurizon EasyFund Azioni Strategia Flessibile, Jupiter JGF Dynamic Bond, M&G Global Macro Bond USD e Schroder ISF European Equity Absolute Return. I nuovi ingressi. Il primo, che investe in titoli governativi italiani e azioni ad alto dividendo europee e americane, ottiene un giudizio Neutral. Il gestore, Corrado Gaudenzi, che è anche a capo della ricerca quantitativa di Eurizon Capital, è responsabile della strategia dal lancio nel luglio 2010. Da quella data, il comparto ha ottenuto rendimenti corretti per il rischio superiori alla categoria dei Bilanciati flessibili globali in euro; tuttavia questi risultati sono stati ottenuti in larga parte nelle fasi di rialzo, più che nell’intero ciclo di mercato. Inoltre, dicono gli analisti di Morningstar, gli alti costi rappresentano una criticità per il fondo.
l'Espresso
Benvenuti nell'era dell'investimento in perenne stato di terremoto, in cui le scosse del mercato sono una routine, e pochi credono davvero che arriverà il "big one", cioè la scossa disastrosa. Scriveva così, qualche giorno fa sul "Financial Times", Michael McKenzie. Che cosa potrebbe fare la parte del big one nell'interpretazione dell'autore? L'improvvisa fine dell'austerity, e l'adozione collettiva (spinta anche dal populismo trionfante in politica) di stimoli fiscali (leggi: spesa pubblica). Questo perché tutte le strategie di investimento impostate fin qui con la politica dei tassi sottozero risulterebbero superate: la caccia al rendimento che ha mosso il denaro verso titoli con dividendo e bond a lunga scadenza (con un recente ritorno sulle obbligazioni dei mercati emergenti), sarebbero improvvisamente invecchiate, innescando una fuga collettiva a comprare piuttosto titoli "ciclici". Di qui, appunto, un terremoto.
INCHIESTE
la Repubblica
L'economia cinese ha messo quella americana nel mirino e prepara il sorpasso. Nel frattempo si accontenta del primato di Icbc, la prima banca al mondo per attivi nel 2015: con asset per oltre 3mila miliardi di euro la Industrial and Commercial Bank of China ha superato JpMorgan Chase, scivolata al secondo posto. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto 'banche internazionali' realizzato da R&S mediobanca, che ha esaminato i 66 principali gruppi bancari mondiali. Due le italiane in classifica: Unicredit, salita nel 2015 al 24esimo posto con asset per 879 miliardi (da 867), e Intesa Sanpaolo, 35esima con 714 miliardi (era 30esima con 690 miliardi nel 2014). Tornando ai piani alti della graduatoria, confermato il terzo posto per Bank of America, chiudono la top 5 altre due banche cinesi scalzando Hsbc e Citi: si tratta di China construction bank e Agricultural bank of China. Hsbc si accontenta dunque del titolo di prima banca europea scendendo al settimo posto globale. Nella top ten rienta anche Bpn Paribas (nona)
Corriere della Sera
Diventare ricchi è il sogno di molti. In attesa di vincere alla lotteria, meglio investire le proprie capacità nel giusto settore. La società di consulenza Capgemini ha pubblicato l’annuale «World Wealth Report», dove elenca le professioni che produrranno più ricchezza entro il 2025. Anche nel prossimo decennio la finanza sarà il settore che sfornerà più milionari. È d'accordo il 35,7% degli studiosi del «World Wealth Report» che sottolineano come i banchieri e gli operatori di Borsa della City di Londra e di Wall Street continueranno a lavorare duro, ma guadagneranno in media più di un milione di euro all'anno.
Corriere della Sera
Entro il 2020 spariranno 7,1 milioni di posti di lavoro e ne verranno creati 2 milioni, vale a dire una perdita netta di 5,1 milioni. Il 65% dei bambini che iniziano ad andare a scuola in questi anni, quando termineranno il ciclo di studi faranno un lavoro che ora non esiste. Informatica, ingegneria, robotica, intelligenza artificiale, area finanziaria dovrebbero essere i settori dove dovrebbero esserci maggiori possibilità di lavorare. Questa la fotografia scattata dal report del World Economic Forum. In Italia gli imprenditori confermano di non avere più bisogno del 25% dell’organico e di voler inserire un 10% di giovani Ma quale la situazione in Italia? “Parlando con gli imprenditori di Confindustria, confermano le previsioni del report. La maggior parte infatti mi risponde che non hanno più bisogno del 25% del loro organico e vorrebbero inserire un 10% di giovani leve” racconta Donato Iacovone, amministratore delegato di EY Italia che per il quinto anno ha pubblicato la Job Creation Survey in cui ha coinvolto 2673 imprenditori delle maggiori economie mondiali per non farsi trovare impreparati sulle future tendenze del mercato del lavoro. In base alle risposte ricevute, sei imprenditori su 10 affermano di voler aumentare la propria forza lavoro nei prossimi dieci anni
Il Sole 24 Ore
La Banca del Giappone (BoJ) ha deluso i mercati con una sola nuova misura di allentamento monetario, apparsa molto modesta: un incremento degli acquisti di Exchange-Traded Funds, a un ritmo annuale che passa da 3.300 a 6mila miliardi di yen. Non ha portato i tassi di riferimento in territorio ulteriormente negativo (rispetto al -01% introdotto a febbraio) ne' aumentato gli acquisti di titoli di Stato, ne' tantomeno introdotto forme di “helicopter money”. Cosi' la Borsa di Tokyo ha reagito volgendosi verso un forte ribasso, mentre lo yen si e' rafforzato. La BoJ ha anche annunciato che rafforzera' i programmi per rendere agevole per le istituzioni finanziarie procurarsi dollari. Ha inoltre confermato le sue valutazioni secondo cui l'economia giapponese resta su un trend di moderata ripresa, mentre le stime sull'inflazione negli anni fiscali 2017 e 2018 restano “grosso modo” invariate rispetto alle previsioni iniziali
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Alessandro Graziani
La banca senese è stata costretta “pubblicamente” dalla vigilanza Bce a cedere l’intero portafoglio di 27 miliardi lordi di Npl (10 netti) entro tre anni. Il mercato, anche in vista dell’esito negativo degli stress test che saranno diffusi stasera, ha come conseguenza imposto a Mps una ripulitura immediata dell’attivo che sarà realizzata - Bce permettendo - tramite una maxi-cartolarizzazione dell’intero stock di sofferenze e un conseguente aumento di capitale fino a 5 miliardi. Grazie all’intervento del fondo Atlante e all’utilizzo delle Gacs pubbliche, il prezzo a cui saranno deconsolidati gli Npl dovrebbe salire poco sopra al valore del 30% del nominale. Livello ampiamente superiore al 20% fissato per le 4 banche fallite e arbitrariamente considerato come valore medio di un mercato che, di fatto, non esiste. Il repricing attuato per gli Npl di Monte Paschi potrà essere replicato da Atlante 2 su altre banche e gradatamente diventare un benchmark di mercato per il futuro. Analogamente, il possibile via libera tecnico di Bce sulla non invalidazione dei modelli interni di rating nel caso Mps (che avrebbe generato uno shortfall di capitale di altri 5 miliardi) consentirà anche alle altre banche italiane di accelerare la cessione dei crediti in sofferenza
Il Sole 24 Ore — Isabella Bufacchi
Per quella che diventerà, se tutto andrà come da copione nel piano Mps, la più grande cartolarizzazione di non-performing loans di tutti i tempi, la strada non sarà necessariamente tutta in salita. Ma non verranno ammesse scorciatoie. JP Morgan e Mediobanca stanno allestendo un’operazione di mercato per la cessione dei Npl del Monte a un valore netto di libro che sarebbe stimato attorno a 9,1-9,2 miliardi. Ed è proprio perchè l’impostazione scelta è quella di mercato, questa cartolarizzazione seguirà un percorso obbligato, quello di una qualsiasi asset-backed security. L’importo della tranche senior e della tranche mezzanine sarà definito soltanto dopo che sarà stato fissato il valore dell’equity piece, che sarà sottoscritto dagli azionisti. Il piano si basa su stime ragionevoli: per arrivare a 9,2 miliardi, l’equity piece potrebbe orbitare attorno ai 2 miliardi, la tranche junior-mezzanine sottoscritta dal fondo Atlante dovrebbe orbitare attorno a 1,7 miliardi (le risorse che il fondo ha attualmente a disposizione in cassa e non quelle di cui disporrà in futuro Atlante 2 potenziato) e la tranche senior con le garanzie Gacs avrebbe a quel punto un importo attorno ai 5,5 miliardi
la Repubblica — Carlo Clericetti
Il Fondo monetario non finirà mai di stupirci. Dopo essersi distinto nel prefigurare scenari catastrofici se gli inglesi avessero scelto il Brexit, pochi giorni fa ha rilasciato le previsioni aggiornate sull'andamento dell'economia. A livello mondiale, il "crollo" previsto sia per quest'anno che per il prossimo è dello 0,1% (dicasi zero-virgola-uno). Il Regno Unito, che tutti sono concordi nel ritenere il paese che potrebbe subire più danni con l'uscita dall'Unione, rispetto alle stime precedenti scende di uno 0,2% quest'anno (all'1,7%) e di uno 0,9 il prossimo (all'1,3): il che, osserva il Daily Mail, lo colloca al secondo posto come tasso di crescita nel G7, e al terzo nel 2017. Un "disastro" simile l'Italia, con il suo 0,9% quest'anno e 1% il prossimo (a riuscirci), non riesce neanche a sognarlo. Ma intanto il Brexit continua ad essere usato come capro espiatorio per l'economia che va male, senza un minimo di vergogna per la schizofrenia tra quelle affermazioni e queste previsioni.
Il Sole 24 Ore — Adriana Cerretelli
«Le regole del patto di stabilità vanno applicate con buon senso»: detta dal “falco” Valdis Dombrovskis, la frase suona quasi contro natura, contro la sua natura: quando era primo ministro della Lettonia, l’attuale vicepresidente della Commissione Ue inflisse nel 2008 al suo Paese un’impietosa cura di rigore che in tre anni tagliò il Pil del 25%. Ora basta. In Europa l’era degli eccessi ideologici e del moralismo punitivo, incuranti dello sviluppo economico asfittico, delle tensioni sociali e dei crescenti sentimenti anti-europei, sembra avviarsi al tramonto. Non era un secolo fa ma solo l’anno scorso, altro luglio di fuoco, quando Wolfgang Schäuble appariva deciso a cacciare la Grecia dall’euro e, per evitarlo, le imponeva l’ennesimo raggelante diktat di lacrime, sangue e recessione al seguito.
Il Sole 24 Ore — Mario Platero
Ma è stato il duo di celebrità Bloomberg-Obama a coprire le ali scoperte dell’elettorato americano. Un duo con idee, passato e carisma molto diversi, ma legati dal nemico comune Donald Trump. Al di là delle uscite incredibili come quella di ieri, entrambi sono terrorizzati dai cambiamenti che Trump potrebbe fare soprattutto sul fronte economico, quello che in genere domina le elezioni americane. Quest’anno, come sappiamo, è un anno particolare, si parla di terrorismo, di sicurezza nazionale, di tensioni razziali interne al paese. Ma alla fine è l’economia a creare il contesto di fondo che può muovere il voto. Ed è vero che l’economia americana cresce, ma non cresce abbastanza. È vero che in otto anni sono stati creati circa 13 milioni di nuovi posti di lavoro e che il tasso di disoccupazione è al 4,9%, che il rapporto deficit-Pil è crollato in breve tempo dal 10 al 4%, che il sistema bancario è ormai stabile e in grado di passare i severi stress test delle autorità di regolamentazione
INTERNAZIONALE
The Wall Street Journal
During his press conference last week, Mario Draghi, the president of the European Central Bank, said that the European Union’s rules of state aid for problem banks contain all the flexibility needed to cope with “exceptional circumstances.” He also said that a public backstop is a measure that would be “very useful” to help banks deal with their nonperforming loans. In Italy, nonperforming loans on the balance sheets of Italian banks currently amount to €360 billion, according to the International Monetary Fund’s latest Global Financial Stability Report. At some point, these banks will have to start recognizing losses on these loans and find new equity capital to compensate for them. Investors are concerned, as demonstrated by falling share prices at some of Italy’s leading banks.
The Wall Street Journal
A lagging economy, messy politics and negative interest rates have combined to brutalize European lenders, few more prominently than Deutsche Bank AG. The German bank reported steep second-quarter falls in its investment-banking and securities-trading businesses, a potent sign of the bank’s acute struggles and of the deep malaise that has settled over Europe’s financial institutions. Its shares fell 3.15% Wednesday after it said net income in the second quarter was a mere €20 million ($22 million), down 98% from €818 million a year earlier. So far this year, its shares are off 45%. They now trade around where they did in 1976, according to Thomson Reuters Datastream.
The New York Times
For years, central banks have been doing everything they can think of to try to get higher inflation and stronger growth. The next step just may be a metaphorical helicopter, high above Tokyo. The Bank of Japan meets Friday to decide on the next steps in its long battle against deflation, or falling prices — and may well pursue some coordinated effort with the Japanese government using an idea with a long historical lineage. “Helicopter money” is the term economists and market-watchers use for an aggressive form of monetary stimulus — the government’s power to print money — to try to spur growth and get inflation higher. There has been buzz that the Bank of Japan could move in that direction, though the bank’s governor poured some cold water on that idea in a recent interview.
Nasdaq
Mestre (Venice) , 28 July 2016 - The Board of Directors of Banca IFIS, chaired by Sebastien Egon Fürstenberg, met today and announced that Banca IFIS has concluded a contract with GE Capital for the acquisition of the GE Capital Interbanca Group. Below are the most significant aspects of this transaction: -The transaction involves the acquisition of a 99.99% interest in GE Capital Interbanca S.p.A. ("GE Capital Interbanca"); -Agreed price: Euro 160 million (subject to price adjustment mechanism between 31/12/2015 and closing); -The acquisition does not involve a share capital increase; -Full repayment of GE Capital Interbanca's debt to GE Capital; Read more: http://www.nasdaq.com/press-release/banca-ifis--and-ge-capital-agreement-reached-for-the-acquisition-of-ge-capital-interbanca-20160728-00077#ixzz4Fm1Vmp25
TECNOLOGIA
Wired
Negli ultimi due anni, tre quarti degli istituti finanziari hanno subito un attacco informatico, compromettendo spesso gli account bancari. Questi sono i dati contenuti nel nuovo report “Consumer Loss Barometer” edito da KPMG. Il settore finanziario è sempre più proattivo per quello che concerne la sicurezza informatica ma, alla luce dei dati registrati, le azioni intraprese non sono sufficienti a garantire l’inviolabilità degli account bancari. Il report fornisce un dato inequivocabile: per il consumatore, la sicurezza dell’istituto di credito a cui si rivolge è diventato una conditio sine qua non, che pesa sulla scelta finale. Il cliente vuol essere sicuro di aprire il proprio conto in un’istituzione finanziaria che si sia dotata del giusto livello di sicurezza, come conferma Jitendra Sharma, capo dei servizi di consulenza business per KPMG, “Le istituzioni finanziarie hanno la reale opportunità di migliorare il rapporto di fiducia coi propri clienti, adottando tutte le precauzioni possibili per la propria sicurezza informatica”.
la Repubblica
ANCHE Facebook scommette sulla realtà aumentata, che insieme a quella virtuale è uno dei trend tecnologici del momento. La conferma è arrivata da Mark Zuckerberg che nel corso della conferenza con gli investitori per i dati trimestrali della compagnia ha ammesso di divertirsi con l'app di Pokemon Go e ha affermato che le tecnologie di realtà aumentata diventeranno di massa grazie agli smartphone. Commentando i dati da record del social network - come l'1,7 miliardi di utenti che Zuck ha ricordato essere pari all'intera popolazione globale di una secolo fa - il numero uno di Facebook ne ha approfittato anche per ribadire l'interesse verso la realtà aumentata, sfruttata proprio dal popolare gioco dei Pokemon che consiste nell'acchiappare mostri virtuali spostandosi per strade e parchi reali. Nella visione di Zuckerberg sarà il telefono, come riportato dal sito Quartz, "la piattaforma per il consumo di massa" di questa tecnologia". Non invece "dispositivi da indossare sul volto come gli occhiali" (quali ad esempio gli HoloLens di Microsoft). E poi cita l'app MSQRD, da poco acquistata, "che è già un modo divertente di 'aumentare'" la realtà. I video, ha sottolineato, saranno al centro della strategia futura.
Il Corriere della Sera
Talvolta basta una notizia per far ballare la borsa. Lo sa bene Nintendo che lunedì, in un attimo, ha bruciato 6,4 miliardi di dollari del valore di mercato. Principale indiziato del tonfo è Pokémon Go, il gioco che sta facendo impazzire il mondo. All’inizio ci ha guadagnato: si pensava ci fosse la casa giapponese dietro la produzione dell’app e così la sua valutazione si era impennata di ben 1,2 miliardi di dollari. Una cifra colossale che aveva fatto la gioia di più di un investitore. Poi la retromarcia: è bastato che la creatrice di Super Mario ammettesse di non aver sviluppato direttamente il gioco per bruciare più della metà del mucchio di denaro appena accumulato. il titolo sulla borsa di Tokyo è crollato del 18 per cento, una caduta che è stata arginata dalle regole dell'istituto che non permettono ribassi oltre questa soglia nello stesso giorno. Ma è bastato per segnare un nuovo record nella storia di Nintendo: è il peggior crollo dal 1990.
Corriere della Sera
Un accordo con il governo inglese per accelerare la procedura di autorizzazione alle consegne con i droni. A siglarlo è stato Amazon che ha avviato ufficialmente l’utilizzo di «droni-fattorino» per i residenti nel Regno Unito. La partnership. Il colosso dell’e-commerce, che aveva già annunciato che avrebbe cominciato a usarli entro il 2017, mantiene le promesse: la partnership stretta tra Amazon e la Civil Aviation Authority inglese (l’equivalente britannica dell’Enac) permetterà di allargare la sperimentazione dell’utilizzo dei droni con voli fuori dalla portata di vista dei piloti offrendo, grazie all’opportunità di migliorare l’utilizzo dei sensori per il rilevamento degli ostacoli. Un passo in più verso il volo semi autonomo dei droni che prima o poi consegneranno gli ordini davanti a casa del cliente. Consegne in mezz’ora
la Repubblica
SONO MOLTE ormai le app di messaggistica istantanea che consentono di comunicare attraverso smartphone e tablet: dal classico WhatsApp a Facebook Messengero WeChat, dalla piattaforma iMessage di Apple fino al rinnovato Yahoo! Messenger che torna attivo in questi giorni dopo un'assenza di diversi anni. Ma ce n'è una in particolare che attira chi vuole messaggiare senza temere che qualcuno possa intercettare le proprie comunicazioni, e si chiama Telegram. Ed è già da un po' l'app di riferimento per terroristi e jihadisti, che possono contare su due particolarità: la possibilità di creare canali di comunicazione segreti, e quella di far autodistruggere i messaggi, e non lasciarne in alcun modo traccia. Di fatto, la negazione della replicabilità infinita dei contenuti nel mondo digitale. E quindi esattamente ciò che serve a chi vuole che le proprie comunicazioni rimangano più che private, ovvero come mai avvenute.
Il Sole 24 Ore
I conti rosei hanno preso in contropiede gran parte del settore hi-tech, oggi parso in frenata, Apple compresa. E fin da ieri sera hanno spinto il titolo in rialzo del 6% nel dopo mercato, a nuovi massimi di 131 dollari, culmine di un aumento del 31% nell'arco dell'ultimo anno. Rosei e oltre le aspettative anche i dati sugli utenti: sono aumentati ancora, del 15%, e oggi sono un esercito di 1,7 miliardi di persone al mese. Gli accessi quotidiani sono lievitati ancora di più, del 17%, a 1,13 miliardi. Questa crescita ha generato un bottino pubblicitario in aumento del 63% a 6,24 miliardi di dollari, vale a dire gran parte delle entrate. Per l'84% - 5,42 miliardi - la raccolta è stata sul digitale mobile, la frontiera più d'avanguardia e redditizia, rispetto al 76% dello stesso periodo dell'anno scorso. Con i nuovi risultati, Facebook appare avviato a tagliare il traguardo che si è prefisso di 25 miliardi di dollari di giro d'affari annuale. Per utente le entrate nel trimestre scorso sono state pari a 3,82 dollari, una monetizzazione migliore dei 3,32 dollari precedenti e dei 3,59 dollari previsti.
© 2010-2015 ofnetwork.net | Dedicated Server OfNetwork s.r.l. | Tutti i diritti riservati |
scenari immobiliari il Forum 2016 Of media partner






















CONNESSI AL MONDO DELLE NEWS

Rassegna stampa da 100 siti.
OfNews è la prima Rassegna Stampa e Tv online. Ogni mattina online o anche via email ti offre una selezione ragionata, realizzata da una redazione di giornalisti, delle principali notizie apparse sul web e firmate da oltre 100 siti di news e tv, italiani e internazionali. OfNews ti informa su economia, finanza e tecnologia (web, cellulari e hitech)


Leggi OfNews: economia, finanza e tecnologia


 HOME PAGE | SCRIVI | CHIEDI | TORNA IN ALTO
© 2009-10 OFNetwork s.r.l. P.IVA 06826940964 Via dei Martinitt 3 20146 Milano | Dedicated Server OfNetwork s.r.l. Milano | Tutti i diritti riservati | Contattaci |