SOMMARIO
Prima su, poi giù, poi ancora su, su fino al massimo degli ultimi 10 anni, poi giù giù verso lo zero tondo. E poi oggi, ancora una volta, i tassi riprendono fiato dopo il minimo di agosto 2009 e vanno ancora su. Nel frattempo le banche aumentando gli spread. E nei prossimi mesi…
Mutui / Sull'altalena dei tassi e degli spread
Un primo evidente risultato dello shock finanziario, è stato il surriscaldamento dei tassi nell’ultimo trimestre 2008. A settembre dello scorso anno, Abi nel suo rapporto mensile, indicava il tasso medio dei mutui di agosto come il più alto dalla nascita della moneta unica europea, attorno al 6%. Ma è proprio a partire da Ferragosto 08, che l’Euribor accenna a una piccola discesa da 4,966 a 4,959. A settembre però una ulteriore inversione: 'Euribor inizia la sua corsa al rialzo. L'indice europeo di mercato a un mese sale dal 4.51% di giugno 2008 al 4,54 di luglio, mentre l’ Euribor a 3 mesi resta sostanzialmente costante (passa da 5,02 a 5,03%). L' Euribor ad un anno calato da 5,49% a 5,45% anticipa la flessione dei tassi di fine 2008. L'indice medio a tre mesi nei 10 anni di storia della moneta unica europea, che si celebra nel 2009, è pari a al 3,69%, con punte massime del 5,16% e del 5,38%, registrate rispettivamente nel novembre 2000 e nell'ottobre 2008.
La BCE attiva metodi non tradizionali
Per fronteggiare la crisi, la Banca Centrale Europea (Bce), oltre ad immettere sul mercato una grande quantità di denaro pari a svariati miliardi di euro, ha finito per accettare in garanzia anche titoli derivanti da cartolarizzazioni, con un tasso d’interesse estremamente basso. Il 15 ottobre 2008, la Bce fa scendere il suo tasso di rifinanziamento dal 4,25% al 3,75%. Un ulteriore calo al 3,25% è deciso il 12 novembre e ancora il 10 dicembre 2008 portando il tasso al 2,5% con un calo del 41,1% in un mese mezzo. Ma non è finita, perché il tasso Bce cala ancora il 21 gennaio 2009 al 2% e, successivamente, l’11 marzo all’1,5% per arrivare all’1,25% l’8 aprile e finalmente all’1% il 13 maggio 2009 rimanendo invariato fino ad oggi. L'indice di rifinanziamento Bce ha trascinato verso il basso anche l'indice Euribor: se nella punta massima, a metà ottobre 200,8 l'Euribor a tre mesi era schizzato al 5,381% a fine 2008 era già sceso a quota 2,892%. La sua discesa è continuata per tutto il 2009, con un calo sui 9 mesi (ottobre 2008-luglio 2009) pari a un - 88,1%. oggi l'Euribor a tre mesi viaggia intorno a 0,78% con un leggero rialzo rispetto al mese di agosto quando era sceso a quota minima pari a 0,52%. E per due volte la Bce ha mantenuto invariato il tasso all'1%.
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I tassi più bassi non facilitano però la richiesta di nuovi contratti, ma danno avvio a una ricerca del miglior mutuo: il cliente è diventato più esigente, accorto, informato, anche grazie a Internet e alla grande attenzione dei media verso il tema casa e mutui con numerose trasmissioni passate anche in Tv. La necessità di rinegoziare o surrogare deriva anche da una generale situazione di crisi. Experian pubblica risultati poco incoraggianti per le insolvenze 2009: crescono, infatti, le morosità nei mutui e nei prestiti personali rispetto allo stesso periodo 2008. A gennaio 2008, il tasso d'insolvenza per i prestiti personali era a quota 5,68% mentre oggi si attesta al 6,72 % (+18,3%), mentre per i mutui nel 2008 era al 2,70% e oggi è salito al 3,41% (+26,3%). Tasso medio d'insolvenza a quota 4%, nel 2009.
I tassi in altalena, spingono le banche a un aumento degli spread. Secondo un'indagine di Of-Osservatorio finanziario ad aprile 2009, la maggiorazione applicata dalle banche agli indici Euribor e Irs (tasso fisso) è cresciuto del 24,07%, passando dall’1,08 di ottobre 2008 all’1,34 medio di marzo 2009. Se questi aumenti non si sono tradotti in maggiori costi per i nuovi sottoscrittori di mutui, è perché, nel frattempo, il tassi di riferimento sono calati più che proporzionalmente. Un discorso a parte va fatto per il tasso fisso, che in presenza di un calo dei tassi variabili e dell'indice di riferimenti irs è addirittura aumentato nei primi mesi 2009. Tra la fine di ottobre dell’anno passato e l’inizio del mese di aprile 2009 l’Eurirs a 15 anni è sceso dal 4,53 al 3,76%. Risultato: rispetto ad un finanziamento di 100mila euro a 15 anni sottoscritto cinque mesi fa, il costo complessivo di un mutuo a tasso fisso è sceso, nel campione considerato, dal 5,6 al 5,1%, con uno sconto sulla rata di circa 26 euro (da 822 a 796) per un mutuo di analoghi importo e durata acceso ad inizio aprile. Ma l'aumento generalizzato degli spread per il fisso che ha superato al il 2,15% medio, ha sostanzialmente tenuto il fisso al riparo da discese vertiginose a quota 5,9% per i primi 6 mesi 2009. Solo nella seconda parte del 2009, i mutui a tasso fisso hanno iniziato una discesa sotto quota 5% (spread compreso): dall'11 agosto, infatti, l'Irs a 15 anni è sceso sotto quota 4%. Era dal lontano 2005 che l'indice di riferimento per i mutui e prestiti a tasso fisso, l'iIrs, non scendeva sotto la fatidica soglia del 4%. Ecco i valori storici: agosto 2005, 3,678%, agosto 2006, 4,345%, agosto 2007, 4,790%, agosto 2008 (il massimo), 4,950% e agosto 2009, 3,99%. Con uno scarto di oltre 2 punti percentuali tra un variabile e un fisso, non stupisce, che l’incidenza sul totale dei nuovi mutui a tasso variabile sia tornata a salire, passando dal 30% dei primi cinque mesi del 2008 al circa 40% di febbraio (era al 78% nel 2003). Le richieste di un variabile sono state pari al 65% nel primo semestre 2009. Tutto questo mentre anche il tasso dell’inflazione scende bruscamente da quota 3,50% di ottobre 2008 allo zero tondo di oggi.
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Cosa accadrà adesso
Se gli economisti dell'Osservatorio della Banca Centrale Europea (OBCE) e tutti i principali centri studo bancari prevedevano un ulteriore calo dei tassi già a settembre, una lieve e inaspettata crescita del Pil in area Ue a fine agosto e la ripresa dell'economia tedesca e francese, grazie a massicci interventi statali, ha suggerito di mantenere invariato il tasso all'1% nelle due riunioni di agosto e settembre della Bce. Cosa accadrà adesso? L'Euribor ha interrotto la discesa verso lo zero ed è risalito, dopo gli entusiasti annunci. Ma gli economisti sostengono che la ripresina sia poco significativa, perché aiutata dagli aiuti statali e dagli stimoli fiscali dei Governi. La vera ripresa sarà molto lenta.
Il presidente dell' OBCE, Guillermo de la Dehesa, crede che il tasso Bce dovrà scendere ancora quando la politica fiscale perderà il suo impatto. Inoltre, i membri dell' OBCE hanno puntato il dito verso la "inquietante evoluzione del credito", come ha scritto anche José Luis Martínez, di Citi. Gli ultimi dati, mostrano una decelerazione dei prestiti erogati alle imprese e una crescita zero dei mutui casa destinati alle famiglie, soprattutto per la prima casa. In altre parole, le banche sarebbero orientate verso una futura restrizione del credito, come anche indicato da uno studio Bce pubblicato ad agosto. In pratica, mantenere l'1% per un periodo più lungo del previsto non significa che si vada verso un aumento, ma piuttosto verso una riduzione del tasso entro fine 2009. "L'Europa deve affrontare un periodo lungo di crisi e di scarsa crescita", ha affernato anche Mayte Ledo, capo economista di Scenari Finanziari Europei della BBVA, per cui è indispensabile "mantenere aperta la possibilità di nuovi ribassi dei tassi". E sempre gli economisti OBCE hanno suggerito di accettare altre cartolarizzazioni provenienti dalle banche.
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