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Conti correnti. Ora sì che si può sapere quanto costano (for... OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Come funziona il nuovo sistema per calcolare l’effettivo costo dei conti correnti in arrivo a fine giugno 2010? Come sta andando l’operato dell’Arbitro Bancario Finanziario, al suo sesto mese di attività? Of-Osservatorio finanziario ha chiesto a Fabio Picciolini, Segretario Nazionale Adiconsum, di fare il punto della situazione

Conti correnti. Ora sì che si può sapere quanto costano (forse)

Sono in arrivo alcune novità per i conti correnti. La prima è che a partire dal 26 maggio, entrerà in vigore un nuovo indice, l’Isc, che avrà il compito di stabilire il costo totale sostenuto da un correntista nel corso dell’anno. E fornirà anche una simulazione di costo indicativa per chi ancora è indeciso su quale prodotto scegliere, fornendo 6 differenti profili di utilizzo caratterizzati ciascuno da un’operatività diversa. La seconda è che dopo 6 mesi dall’entrata in vigore dell’Arbitro Bancario Finanziario, arrivano i primi dati ufficiali sul suo operato. Il sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra le banche, gli altri intermediari finanziari, e la clientela, infatti, ha iniziato la sua attività lo scorso 15 ottobre e i primi dati raccolti lasciano ben sperare. Ne sembra convinto Fabio Picciolini, Segretario Nazionale Adiconsum che, interpellato da Of-Osservatorio finanziario, svela i dati sull’attività dell’Arbitro e si lascia andare anche ad alcune ipotesi sul futuro dei collegi decisionali. E in più spiega il funzionamento, le caratteristiche e i vantaggi del nuovo Isc introdotto da Bankitalia. Ecco il punto sulla situazione dei conti correnti.

Of: Sta per uscire un nuovo indice per i conti correnti voluto proprio da Bankitalia…
Picciolini: Esatto. Il 26 maggio arriverà un Isc per calcolare il costo effettivo del conto corrente.

Of: Ma non c’è già il Taeg per questo?
Picciolini: È tutta un’altra cosa. Il nuovo Isc indica il costo effettivamente sostenuto da ciascun correntista nel corso dell’anno, basandosi su criteri di calcolo comuni che rendono i differenti prodotti trasparenti ma soprattutto confrontabili.

Of: E come viene calcolato?
Picciolini: Per i nuovi clienti, sulla base di diverse simulazioni di utilizzo che delineano 6 profili di consumatori, ognuno dei quali è caratterizzato da un certo numero di operazioni. L’Isc è la somma delle spese necessarie a svolgere tutte queste operazioni.

Of: Ma si tratta quindi solo di una previsione…
Picciolini: Esatto. Ma all’inizio può essere utile per orientare l’offerta. Poi a fine anno si valuta la spesa effettivamente sostenuta, e se risulta molto maggiore rispetto a quella indicata dal profilo prescelto, la banca interverrà proponendo un nuovo prodotto più aderente al profilo di consumo.

Of: Mentre per i già clienti…
Picciolini: A partire dal 31 dicembre 2010 diventerà obbligatorio il calcolo dell’Isc, cioè del costo effettivamente sostenuto dal cliente nell’anno appena trascorso. Da effettuare almeno una volta all’anno.

---- Of: In che modo?
Picciolini: Sommando le spese sostenute per tutte le operazioni effettuate dal cliente nel corso dell’anno. E verrà fornito al titolare del conto corrente sia in valori assoluti, cioè in euro, sia in valori percentuali. In questo modo si potrà verificare se il costo totale sostenuto supera il tasso di usura.

Of: E se così fosse?
Picciolini: Beh… In questo caso, la banca è tenuta a intervenire, rivedendo al ribasso le condizioni applicate al conto corrente.

Of: Sarà obbligatorio per tutte le banche? (Vedi anche intervista a Bernd Geilen)
Picciolini: Le banche hanno già avuto molto tempo per mettersi in regola, ora dovranno tutte contemporaneamente applicare la nuova normativa. In carenza dovrà essere presentato ricorso all’Arbitro bancario finanziario.

Of: Quale sarà il vostro compito in quanto associazione consumatori?
Picciolini: Il nostro compito sarà duplice. In primo luogo dovremo verificare gli esempi tipici che faranno le banche. Questo sarà un compito che svolgeremo senza bisogno di sollecitazione da parte del singolo consumatore.

Of: Mentre il secondo intervento?
Picciolini: A differenza del primo sarà effettuato su richiesta del consumatore che vorrà verificare l’esattezza della comunicazione annuale della banca.

Of: Cambiando argomento, sono passati 6 mesi dall’entrata in attività dell’Arbitro Bancario Finanziario…
Picciolini: Esatto, era il 15 ottobre.

Of: Come sta andando?
Picciolini: Benino direi. Sono pervenuti 1.052 ricorsi davanti all’Arbitro bancario e finanziario dall'avvio dell’attività fino al 31 marzo, con un tasso mensile di crescita pari al 26,5%. E in totale l’Arbitro ha assunto 250 decisioni.

Of: A favore di…
Picciolini: Nel 60% dei casi hanno avuto esito positivo per i clienti, mentre solo nel 30% dei casi i collegi hanno dato ragione all'intermediario. Meno del 10% dei ricorsi sono stati respinti.

Of: Un buon risultato?
Picciolini: Certamente. Innanzitutto il numero dei ricorsi è stato notevole, molto aldilà delle aspettative. Prima ce lo sognavamo un risultato così.

Of: Poi?
Picciolini: Bè un dato interessante è che di questo 60%, circa nel 20-22% dei casi è stata la banca stessa a rinunciare al procedimento, optando invece per un accordo con il cliente.

Of: In futuro?
Picciolini: Per prima cosa mi aspetto che i ricorsi diventino molti di più, ma soprattutto che certi casi facciano “giurisprudenza”.

Of: Vale a dire?
Picciolini: Nel senso che la forte massa di reclami dovrebbe funzionare a prescindere dal reclamo stesso.

Of: Si spieghi meglio…
Picciolini: Facciamo un esempio. Se un cliente fa ricorso su un determinato argomento, su cui l’Arbitro si è già espresso in passato, dando ragione al cliente e non alla banca, secondo lei come dovrebbe reagire l’istituto di credito chiamato in causa?

Of: Dovrebbe rinunciare?
Picciolini: Esattamente. Perché è improbabile che la stessa situazione sfoci in una decisione opposta.

Of: La seconda cosa invece…
Picciolini: 1.052 ricorsi sono un numero considerevole. Per ora stanno funzionando gli unici tre collegi esistenti, a Roma, Milano, Napoli. Per il futuro, data la considerevole quantità di domande, prevedo che Banca d’Italia dovrà provvedere ad aumentare il numero dei collegi esistenti.

©Of-Osservatorio finanziario - Riproduzione riservata

Vedi anche intervista a Bernd Geilen, General Manager di Ing Direct Italia

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